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    » 24/02/2015, 00.00

    INDIA

    Radicale indù contro Madre Teresa, ma l'India non ci sta: "È una santa"

    Santosh Digal

    Il capo del gruppo paramilitare Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss) ha accusato la fondatrice delle Missionarie della Carità di "aver servito i poveri con l'obiettivo di convertirli". Persone di ogni fede ed estrazione sociale criticano le parole del leader indù. Global Council of Indian Christians (Gcic): "Madre Teresa spesso esortava quelli che venivano da lei a essere bravi indù, musulmani, cristiani o sikh".

    New Delhi (AsiaNews) - "Le parole di Mohan Bhagwat su Madre Teresa sono meschine, condannabili e più che oltraggiose. Ogni persona sana in India le ha ripudiate". Così John Dayal, segretario generale dell'All India Christian Council (Aicc) e membro del National Integration Council (governativo), commenta ad AsiaNews le dichiarazioni fatte ieri dal capo della Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss, gruppo nazionalista indù) sulla beata di Calcutta. Intervenuto all'inaugurazione di un orfanotrofio e un ostello femminile a Bharatpur (Rajashtan), Bhagwat ha detto che "il fine principale di Madre Teresa nel servire i poveri era quello di convertire al cristianesimo".

    "Il servizio di Madre Teresa - ha aggiunto il leader radicale indù - potrà anche aver fatto del bene. Ma è stato usato con uno scopo, convertire la persona e farla diventare cristiana".

    Critiche alle dichiarazioni di Bhagwat non si sono fatte attendere, da esponenti di ogni religione a politici dell'opposizione. Ad AsiaNews Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), ricorda: "I più poveri tra i poveri consideravano Madre Teresa una santa. Insieme alle sue Missionarie della Carità ha fondato in tutto il mondo case per bisognosi, malati, orfani, anziani, lebbrosi, disabili, affamati e vittime di Hiv/Aids. Lei vedeva la bellezza in tutti questi individui abbandonati, emarginati e morenti".

    Oltretutto, sottolinea ancora Sajan George, "Madre Teresa spesso esortava quelli che venivano da lei a essere bravi indù, musulmani, cristiani o sikh. Questo commento blasfemo sulla beata, una santa amata e venerata da milioni di persone di ogni casta, credo e nazionalità, rivela la natura divisiva e pericolosa di Mohan Bhagwat".

    Sunita Kumar, sikh e portavoce delle Missionarie della Carità, ricorda: "Ho lavorato con Madre Teresa per 36 anni e posso dire che le accuse di Bhagwat non hanno alcuna sostanza. Il suo amore era solo per i poveri".

    Secondo John Dayal, "l'importanza delle parole di Bhagwat sta nella tempistica con cui sono state pronunciate. Egli ha parlato una settimana dopo l'acclamato discorso del Primo ministro Narendra Modi sulla difesa della libertà religiosa. È evidente che il Sangh [movimento nazionalista indù di cui la Rss fa parte, ndr] crede che il premier non voleva davvero dire quello che ha detto".

     

    (Ha collaborato Nirmala Carvalho)

     

     

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