23/10/2019, 08.55
INDIA
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Ranchi, sequestrati i beni di un sacerdote attivista

di Nirmala Carvalho

P. Stan Swamy, 83 anni, è un gesuita che si batte per i diritti dei tribali e contro l’esproprio delle loro foreste. Il mandato di sequestro era giustificato per la sua assenza ad un’udienza del processo a suo carico. Attivisti: “Il governo vuole sedare il dissenso”.

Ranchi (AsiaNews) – La polizia di Ranchi (Jharkhand), ha sequestrato tutti i beni di p. Stan Swamy perché egli non era presente ad un’udienza dove è l’imputato a processo. Il sacerdote gesuita, 83 anni, è un famoso attivista locale che si batte per i diritti degli adivasi (gruppi indigeni), contro l’esproprio dei terreni dei tribali e per garantire migliori condizioni ai carcerati. Gli attivisti del Jharkhand Janadhikar Mahasabha [Jjm, Gran consiglio dei diritti del popolo del Jharkhand, ndr] condannano il sequestro delle proprietà del sacerdote e chiedono il ritiro di tutte le “vuote accuse” contro di lui.

Il 21 ottobre circa una trentina di agenti della polizia dello Stato indiano si sono recati alla residenza del sacerdote nel campus di Bagaicha, a Namkum (vicino Ranchi) e hanno effettuato il sequestro. La misura era autorizzata dalle autorità giudiziarie, che hanno dichiarato  “latitante” il sacerdote.

P. Stan è tra gli attivisti che a fine agosto 2018 la polizia indiana ha accusato di tradimento, terrorismo e complicità con i guerriglieri maoisti.  Le autorità accusano tutti gli imputati di aver incitato la protesta dei dalit che nel gennaio 2018 provò scontri e un morto. Nello specifico, il gesuita sarebbe “colpevole” di aver scritto un post su Facebook in cui chiedeva il rispetto dei diritti dei tribali Sarna.

Oltre al sacerdote, sono stati arrestati cinque volti noti nel panorama culturale del Paese, che si trovano ancora in carcere. Essi sono: Varavara Rao, scrittore e poeta di Hyderabad; Sudha Bharadwaj, avvocato e segretaria della Chhattisgarh People’s Union for Civil Liberties; Gautam Navlakha, giornalista e attivista per il Kashmir; Vernon Gonsalves, scrittore di Mumbai; Arun Ferreira, avvocato di Mumbai accusato nel 2012 (e assolto) di complicità con i naxalite (i guerriglieri maoisti attivi nel nord-est dell’India).Il gesuita invece è stato rilasciato su cauzione dopo qualche giorno ed è tornato a risiedere nel campus di Bagaicha. Inoltre quest’anno la sua abitazione è stata perquisita più volte in cerca di prove.

Secondo gli attivisti del Jjm, il pignoramento dei beni “indica un tentativo da parte della polizia di garantire che l’appello di Stan [che si tiene oggi, ndr] per l’annullamento del mandato di arresto diventi infruttuoso”. “Le molestie sono del tutto ingiustificate e rientrano nei crescenti tentativi da parte del governo di soffocare il silenzio e intimidire coloro che lottano per la giustizia”.

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