25/03/2019, 08.51
ISRAELE - PALESTINA
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Razzo lanciato da Gaza colpisce alla periferia di Tel Aviv, sei feriti

Il vettore ha bucato il sistema difensivo Cupola di ferro e ha centrato un’abitazione nell’area agricola di Mishmeret. Fra i feriti vi sarebbero anche una ragazzina di 12 anni, un bimbo di 3 anni e uno di sei mesi. Netanyahu taglia la visita negli Stati Uniti. Il rivale di centro attacca: ha mandato in “bancarotta” la sicurezza nazionale. 

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Un razzo a lungo raggio lanciato da Gaza nelle prime ore della mattinata ha centrato una abitazione alla periferia di Tel Aviv, ferendo almeno sei persone. Per la prima volta dalla guerra del 2014, un missile proveniente dalla Striscia riesce a bucare il sistema difensivo israeliano “Cupola di ferro” e colpire un obiettivo nella città più importante a livello economico e commerciale del Paese.

Il missile ha raggiunto una casa a Mishmeret, area agricola a nord di Tel Aviv. Fonti sanitarie confermano il ferimento di sei persone, presenti all’interno dell’abitazione al momento dell’attacco. Fra i feriti vi sarebbero anche una ragazzina di 12 anni, un bimbo di 3 anni e uno di sei mesi. 

Al momento non vi sono rivendicazioni ufficiali dell’attacco. La leadership israeliana punta il dito contro Hamas, il gruppo estremista palestinese che controlla la Striscia. In seguito all’incidente, il leader del movimento a Gaza Yahnya Sinwar ha annullato la conferenza stampa in programma oggi per ritirarsi in un posto sicuro assieme agli altri capi di Hamas, in attesa della risposta israeliana. 

Il 14 marzo scorso due razzi lanciati da Gaza sono caduti nei pressi di Tel Aviv, senza provocare danni né feriti. In risposta, l’esercito israeliano ha reagito con una “pioggia di missili” sulla Striscia che hanno colpito diverse postazioni di Hamas.

In un contesto di crescenti tensioni, divampate il 30 marzo scorso in concomitanza con l’inizio della “Marcia del ritorno”, Israele si avvicina alle elezioni politiche in programma il prossimo 9 aprile. Il premier uscente Benjamin Netanyahu è in visita ufficiale negli Stati Uniti, dove oggi il presidente Usa Donald Trump firmerà l’ordine di riconoscimento della sovranità di Israele sul Golan.

La mossa di Trump segue le precedenti scelte dell’amministrazione repubblicana che ha voluto - in maniera unilaterale e violando i trattati internazionali - riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e disporre il trasferimento dell’ambasciata.

In seguito all’attacco, Netanyahu ha deciso di accorciare la visita negli Stati Uniti e tornerà in patria subito dopo l’incontro con l’inquilino della Casa Bianca. Commentando a caldo l’attacco, il premier ha parlato di gesto “criminale” contro Israele “al quale reagiremo con tutta la forza”. “Tra poche ore vedrò Trump - ha aggiunto - e subito dopo tornerà in Israele per seguire la situazione da vicino”. 

Immediata la replica del principale sfidante al voto, l’ex generale Benny Gantz alla guida della coalizione di centro. In una nota egli accusa il Primo Ministro di aver mandato “in bancarotta la sicurezza nazionale”. 

Alla vigilia del voto, ogni azione e decisione potrebbero risultare decisive al cospetto dell’opinione pubblica del Paese. 

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