23/10/2019, 12.38
HONG KONG-TAIWAN-CINA
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Rilasciato sospetto assassino. Il suo caso aveva innescato la crisi ad Hong Kong

di Paul Wang

Chan Tong-kai, 20 anni, ha confessato di aver ucciso la sua fidanzata incinta a Taiwan, ma poi era fuggito ad Hong Kong. Senza una legge, egli non poteva essere estradato a Taipei. Grazie a un sacerdote anglicano, in carcere Chan è stato aiutato a redimersi. La richiesta di perdono. Nuovi problemi fra Hong Kong e Taiwan.

Hong Kong (AsiaNews) - Chan Tong-kai, 20 anni, rilasciato oggi dalla prigione di Pik Uk, è all’origine della crisi in cui versa Hong Kong, da mesi attraversata da manifestazioni di giovani e violenze della polizia.

Il giovane, residente permanente del territorio, ha confessato che nel febbraio 2018 a Taiwan avrebbe ucciso la sua fidanzata incinta, Poon Hiu-wing di 19 anni. Egli poi sarebbe ritornato a Hong Kong. Ma qui egli non poteva essere processato per assassinio, né poteva essere estradato a Taiwan, non essendoci una legge sull’estradizione che permettesse il rapporto con Taiwan (e con la Cina).

Così, Chan è stato intanto arrestato per riciclaggio di denaro e condannato a 18 mesi di prigione. Il suo caso è stato impugnato dal capo dell’esecutivo Carrie Lam per spingere il parlamento ad approvare la legge sull’estradizione lo scorso giugno. Ma la fretta dell’esecutivo e la mancanza di garanzie di processi giusti in Cina, ha causato la mobilitazione della popolazione contro la legge sull’estradizione, cancellata dalla Lam lo scorso settembre in modo definitivo. Proprio oggi il parlamento di Hong Kong ha ratificato la cancellazione.

Durante i mesi passati in prigione, Chan ha ricevuto visite quotidiane da parte del rev. Peter Koon Ho-ming, sacerdote anglicano, che ha aiutato il giovane a redimersi. La pena gli è stata ridotta per buona condotta.

Stamane, lasciando la prigione insieme al sacerdote (v. foto), Chan si è inchinato davanti alla gente e ai giornalisti che lo attendevano e ha chiesto perdono per il dolore provocato alla sua ragazza e alla sua famiglia.

“Comprendo – ha detto – di aver compiuto un’azione assolutamente cattiva, e che ho causato grande dolore alla famiglia di Hiu-wing”. Chan ha anche detto di volersi “consegnare a Taiwan, sostenere un processo e subire la sentenza”. Egli spera con questo che “la famiglia possa trovare conforto e Hiu-wing possa riposare in pace”.

Il dramma del giovane rischia di essere oscurato da nuovi problemi politici e giuridici. Per il governo di Hong Kong, Chan è libero di andare a Taiwan e consegnarsi alle autorità dell’isola. Ma Taiwan, che prima non voleva accettarlo, ora dice di poterlo accettare se il giovane viene prelevato e scortato da guardie taiwanesi. Ma Hong Kong – territorio cinese, per cui Taiwan non è un’entità indipendente – non può accettare rappresentanti ufficiali di Taiwan. Intanto, aiutato dal rev. Koon, il giovane si è trasferito in un luogo segreto.

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