21/06/2018, 08.58
INDIA – REGNO UNITO
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Sacerdote indiano: 'Praticare lo yoga per combattere la dipendenza dalla droga'

di Nirmala Carvalho

Oggi si celebra la quarta Giornata internazionale dello yoga. Un evento speciale alla Camera dei Lord inglese. Il p. Joe Pereira pratica la meditazione da 50 anni e applica la disciplina nella sua fondazione Kripa. “La meditazione e lo yoga hanno il potere di aiutarci a entrare in contatto con il nostro vero Io interiore”.

Mumbai (AsiaNews) – Praticare lo yoga serve a combattere la dipendenza dalla droga. Lo afferma ad AsiaNews p. Joe Pereira, presidente della Kripa Foundation, Ong di Mumbai che recupera malati di Aids e tossicodipendenti. In occasione della quarta Giornata internazionale dello yoga, che si celebra oggi, egli interverrà a Londra ad un’iniziativa su questo tema organizzata dal gruppo parlamentate All Party (UK) nella Camera dei Lord.

Il sacerdote racconta che da 50 anni pratica il metodo Iyengar Yoga ed è stato allievo del suo fondatore Bellur Krishnamukari Sundara Iyengar. Allo stesso modo, da 30 anni nella sua fondazione utilizza lo yoga “per riabilitare persone con problemi di alcol e droghe. La Kripa Foundation offre un intenso programma di yoga e meditazione studiato apposta per le persone che si sottopongono a trattamenti e a sedute di recupero [dalle tossicodipendenze]”.

La celebrazione odierna è molto sentita non solo in India, ma in varie parti del mondo. Sui social già dilagano foto del premier indiano Narendra Modi mentre guida un’esercitazione di 55mila volontari a Dehradun, in Uttarakhand. La Chiesa indiana però ha più volte espresso opinioni contrarie sulla pretesa che la pratica “porti al divino”, sottolineando invece gli effetti benefici su corpo e salute fisica. Inoltre da tempo attivisti e intellettuali indiani affermano che l’obbligo di osservare la festa nelle scuole, costringendo gli studenti a cantare sonetti e mantra sacri indù, limiti la libertà di culto delle minoranze e rappresenti una mancanza di “sensibilità” nei confronti degli alunni cristiani e musulmani.

Secondo il sacerdote indiano, “la meditazione e lo yoga hanno il potere di aiutarci a entrare in contatto con il vero Io interiore e a trascendere il mondo del Prakriti [la ‘forza motrice mondiale’, ndr] e del materialismo e a operare da un livello consapevolezza che ci porta alla nostra essenziale ‘unicità’”.

Alle perplessità suscitate nei confronti di un sacerdote cattolico che insegna lo yoga, egli risponde: “Prima di tutto, pratico lo Iyengar Yoga da 50 anni. Dopo il Concilio Vaticano II, la Chiesa cattolica ha accolto elementi di spiritualità dalle religioni di tutto il mondo. Nel mio lavoro con i tossicodipendenti ho trovato che la risposta alla sete di amore e Dio viene soddisfatta attraverso la disciplina del corpo. Con il corpo, in quanto tempio dello spirito di Dio, ognuno ha un cammino verso Dio all’interno del proprio sé”.

“Amo la Chiesa cattolica – conclude – perché è davvero cattolico accoglie questa disciplina all’interno della pratica contemplativa. Continuerò a usare lo yoga per le due dimensioni della dipendenza dalle droghe e della preghiera contemplativa. Il modello Kripa è ormai usato in tutto il mondo come strumento di recupero. Ai parlamentari inglesi proporrò di attuare lo stesso metodo anche nel Regno Unito”.

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