5 Settembre 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 18/08/2012
PAKISTAN
Sacerdote pakistano: comunità di base, luogo di incontro e valorizzazione della fede
di Jibran Khan
P. Benjamin Joseph è il primo prete locale dell’arcidiocesi di Lahore. Ha lavorato in parrocchie, centri e scuole in tutto il Punjab. Egli sottolinea l’importanza delle comunità di base e auspica maggiore collaborazione fra sacerdoti e catechisti. In passato ha promosso pellegrinaggi a santuari mariani e campi estivi per giovani.

Lahore (AsiaNews) - Rinnovare la comunione fra i fedeli in Pakistan, rafforzando i legami all'interno delle comunità di base; promuovere l'educazione, quale via privilegiata per il progresso e il miglioramento delle condizioni di vita; rafforzare la collaborazione fra preti e catechisti, per un migliore insegnamento della religione cristiana. Secondo p. Benjamin Joseph sono questi gli obiettivi che ogni sacerdote dovrebbe perseguire, nello svolgimento quotidiano della propria missione. Ordinato l'8 gennaio del 1967, egli è il primo prete locale dell'arcidiocesi di Lahore e negli anni ha lavorato al servizio di numerose parrocchie, istituti educativi e comunità sparse per la provincia del Punjab.

P. Benjamin (al centro nella foto) è convinto dell'importanza delle Comunità ecclesiali di base, che devono essere in grado di "sostenersi" e contribuire allo sviluppo della fede e della persona umana. Per questo egli lancia un appello agli istituti educativi e al comitato per l'istruzione, invitandoli a "prestare ascolto alla gente" e a contribuire al loro sviluppo. E auspica al contempo una migliore "preparazione" dei catechisti, che devono operare a stretto contatto coi sacerdoti, per un'opera di evangelizzazione che sia davvero "efficace".

Nel corso della sua missione, p. Benjamin Joseph ha osservato in prima persona i cambiamenti nel Paese e l'impatto del cristianesimo in Pakistan, dove i fedeli sono una esigua minoranza - spesso perseguitata - rispetto alla larghissima maggioranza musulmana.

I primi anni di sacerdozio li ha trascorsi a Kasur, dove ha vissuto - almeno all'inizio - una situazione di emarginazione rispetto ai missionari stranieri anche per questioni di natura linguistica. In seguito, questo limite iniziale si è trasformato in una risorsa, che gli ha permesso di svolgere il ruolo di mediatore linguistico e occuparsi di questioni legali con la polizia e i giudici.

Da sempre egli promuove la partecipazione attiva dei laici nella vita della Chiesa, un fattore determinante per la diffusione della fede. P. Joseph ha insegnato, contribuito allo sviluppo di scuole e istituti educativi, uniti a campi estivi per giovani (il primo nel 1976, nel Punjab) per aiutarli a crescere in comunione e unità. E nel mese di maggio, dedicato alla Madonna, ha guidato a più riprese pellegrinaggi al Santuario mariano di Mariamabad. 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
28/01/2005 pakistan
Primo cristiano pakistano assolto dall'accusa di blasfemia
di Qaiser Felix
14/04/2014 PAKISTAN
Lahore, terzo rinvio per l'appello di Asia Bibi. Minacce islamiste ai giudici
di Jibran Khan
02/04/2014 PAKISTAN
Pakistan, cattolici e musulmani in digiuno e preghiera per Sawan Masih e Asia Bibi
di Jibran Khan
28/03/2014 PAKISTAN
Cristiano condannato a morte per blasfemia. Vescovo di Islamabad: Preghiamo per i perseguitati
di Jibran Khan
18/04/2014 PAKISTAN
Venerdì Santo in Pakistan: digiuno e preghiera per Asia Bibi, Sawan Masih e le vittime della blasfemia
di Jibran Khan

In evidenza
ASIA-UE
La morte del piccolo Aylan e quella di tutto il Medio oriente
di Bernardo CervelleraTutto il mondo si commuove per il bambino morto nel naufragio di un gommone in Turchia. Ci si dimentica che in Siria sono morti già decine di migliaia di bambini sotto la guerra. Occorre affrontare il problema dei profughi, ma anche e soprattutto le cause della loro tragedia: le guerre in Medio oriente, i finanziamenti allo Stato islamico, le guerre per procura delle potenze regionali e mondiali.
VATICANO-IRAQ
P. Samir di Amadiya: Il Papa è la voce dei profughi irakeni
di Bernardo CervelleraIl sacerdote caldeo ha incontrato papa Francesco chiedendogli di tenere alta l’attenzione del mondo sui profughi cristiani di Mosul e della Piana di Ninive. Nella sua diocesi vivono 3500 famiglie cristiane e quasi mezzo milione di yazidi fuggiti davanti alle violenze dello Stato islamico. L’Isis non è tutto l’islam e vi sono musulmani che vogliono un Iraq della convivenza. I cristiani potrebbero emigrare, ma rimangono nella loro terra. I progetti di aiuto ai rifugiati: la scuola per i bambini, lavoro per gli adulti, una casa per ogni famiglia. L’appello di AsiaNews.
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate