03/08/2010, 00.00
GIORDANIA-ISRAELE-EGITTO
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Scambi di accuse per il lancio di razzi su Eilat e Aqaba

Amman dice di avere le prove che il lancio è avvenuto dal Sinai, Gerusalemme appare d’accordo, ma Il Cairo dice che è impossibile. Hamas nega ogni coinvolgimento e accusa Israele di cercare scuse per nuovi attacchi contro Gaza. Gli Usa vedono nell’accaduto un tentativo di bloccare il processo di pace.
Gerusalemme (AsiaNews) – La Giordania afferma di avere le prove che i razzi che ieri hanno colpito Aqaba provenivano dal Sinai, l’Egitto ieri aveva definito “impossibile” il lancio dal suo territorio, Israele accusa più o meno apertamente Hamas, che nega qualsiasi coinvolgimento. Nella mancanza di rivendicazioni dell’attacco, si fa sempre più fitto lo scambio di accuse e contraccuse sulla responsabilità dei “Grad” che hanno colpito la città israeliana di Eilat e la vicinissima città giordana di Aqaba, dove hanno causato un morto e cinque feriti.
 
Da parte giordana, un anonimo “alto responsabile vicino all’inchiesta” citato dall’Afp ha dichiarato di poter “affermare senza esitazioni che il razzo che è esploso lunedì ad Aqaba proveniva dalla penisola egiziana del Sinai”, aggiungendo che il suo Paese ha “forti sospetti sull’identità del gruppo responsabile dell’attacco”, del quale non ha voluto “al momento” fare il nome. Egli ha aggiunto che “il fatto che l’obiettivo fosse Eilat e che il razzo sia caduto per errore a Aqaba, non ne fa di meno un atto terroristico che è costato la vita a un civile innocente e ferito altri cinque”.
 
Anche gli israeliani si dicono convinti che il lancio dei razzi sia avvenuto in Sinai. Ieri la polizia aveva detto che l’attacco sembrava provenire dalla penisola egiziana, mentre dal Cairo se ne era sostenuta “l’impossibilità”.
 
Israele guarda al gruppo Global Jihad, ritenuto operante nel Sinai e oggi, la Radio militare ha trasmesso un’intervista a un generale in pensione, secondo il quale “Hamas si è unito ai Fratelli musulmani e forse alla Global Jihad” e “vogliono danneggiare Israele”.
 
Il movimento islamico, da parte sua, nega “qualsiasi coinvolgimento con gli attacchi a Eilat”, afferma di “non volere una guerra” e, a sua volta, accusa Israele di “sapere chi ha lanciato i razzi” e di “cercare delle scuse per riprendere gli attacchi contro la Striscia di Gaza”.
 
“Forti sospetti” su chi ha organizzato l’attacco li hanno gli Stati Uniti, secondo i quali, a quanto detto da un portavoce del Dipartimento di Stato, il lancio ha lo scopo di “far deragliare” il processo di pace.
 
 
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