02/12/2019, 09.02
INDIA
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Schiuma tossica sulla spiaggia di Chennai. Bambini ignari si immergono nelle onde

La spuma sarebbe provocata dagli scarichi illegali di ospedali e aziende. Sotto inchiesta i livelli di tossicità del fiume Adyar, che sfocia su Marina Beach. Boe di segnalazione per monitorare e prevenire l’inquinamento delle acque marine.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Per la seconda volta in un mese, la spiaggia di Chennai è stata ricoperta da una coltre di schiuma tossica. Secondo i pescatori, la schiuma sarebbe provocata dagli scarichi illegali di rifiuti dagli ospedali e dalle aziende della città, la più grande della costa orientale dell’India. Per alcuni giorni il manto tossico ha attirato l’attenzione dei giornali del Paese, balzando in testa ai titoli di prima pagina. Lo spettacolo surreale ha incuriosito anche tanti bambini, che si sono gettati festosi nelle acque inquinate, ignari dei pericoli per la salute.

Il primo caso di schiuma tossica si era verificato il 30 ottobre. L’altro ieri Marina Beach, nota località turistica della città, si è svegliata ricoperta del manto bianco. Almeno sette chilometri di spiagge erano rese impraticabili dalla spuma, da Foreshore Estate a Tiruvanmiyur. Secondo gli esperti, il liquido tossico proverrebbe dai rifiuti di lavorazione delle aziende situate lungo il bacino del fiume Adyar, il cui estuario sfocia su Marina Beach.

Le autorità hanno ordinato ai pescatori di non avventurarsi in mare, date le pesanti precipitazioni del periodo. I lavoratori temono anche una diminuzione dei guadagni data la tossicità delle acque. K Bharathi, della South Indian Fisher Welfare Federation, riporta che “sebbene la schiuma non avrà effetti sulle attività della pesca, i compratori potrebbero ridurre l’acquisto [dei prodotti ittici]”.

Pravakar Mishra, del National Centre for Coastal Research (Nccr), ritiene che la frequenza con cui le spiagge della capitale del Tamil Nadu vengono ricoperte di schiuma tossica sia “preoccupante. Stiamo pensando di installare alcune boe di segnalazione per monitorare e prevedere la qualità delle acque marine”. Secondo l’esperto, i sensori dovrebbero segnalare il livello d’inquinamento in base a sette fattori, tra cui pH, torbidezza, clorofilla e livelli d’ossigeno.

Per i biologi, gli elevati livelli di fosfato presenti nelle acque sono causa di gravi problemi alla pelle. I più a rischio sono i bambini, che potrebbero sviluppare infezioni cutanee.

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