19/11/2009, 00.00
FILIPPINE
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Sciopero della fame di Chiesa e tribali contro le miniere del Mindoro

di Santosh Digal
Sacerdoti e leader tribali contestano la decisione del governo di sfruttare i giacimenti di Nickel presenti sull’isola, con gravi danni per l’ecosistema. Le miniere occuperanno il 20% della regione, costringendo al trasferimento oltre 20mila indigeni.

Manila (AsiaNews) – Con uno sciopero della fame due sacerdoti e 25 leader tribali dell’Isola di Mindoro (200 km a sud di Manila) chiedono al governo di bloccare la costruzione di tre miniere di Nikel, che occuperanno circa il 20% dell’isola. Lo sciopero è iniziato questa mattina davanti al Dipartimento per l’ambiente e le risorse naturali di Quezon City (Manila). “Con questa protesta vogliamo difendere il bene della popolazione e preservare l’ambiente dall’inquinamento”, afferma p. Buyay Villaluna, parroco di S. Augustine di Calapan. “L’intera popolazione della provincia – continua –  appoggia la protesta contro il governo, che in questo modo consentirà alle industrie di sfruttare i giacimenti minerari, cancellando la moratoria che da 25 anni impedisce la costruzione di miniere”.

Oltre a essere un’importante meta turistica l’isola di Mindoro contiene al suo interno uno dei maggiori giacimenti mondiali di Nickel. Le tre miniere saranno realizzate dalle norvegesi  Intex Resources, Agusan Petroleum, Pitkin Ltd e copriranno un totale di 208.561 ettari (20% dell’isola). Per un periodo di 20 anni si prevede l’estrazione  di oltre 120 milioni di tonnellate di minerale. Secondo il governo locale oltre 20mila persone, in gran parte tribali, saranno costretti ad abbandonare le proprie abitazioni.  

La zona di estrazione si trova in prossimità dei fiumi Mag-asawang Tubig e Bucayao. Le acque oltre a fornire acqua potabile, sono utilizzati anche per irrigare 40mila ettari di coltivazioni di riso, principale risorsa alimentare degli abitanti. La popolazione teme che le miniere possano contaminare le falde acquifere.  

A sostegno dei manifestanti, mons. Sergio Utleg, responsabile della Commissione per gli indigeni e altri tre prelati hanno celebrato ieri una messa sul luogo di protesta.  La Chiesa si batte da anni contro lo sfruttamento indiscriminato di governo e industrie private verso le risorse minerarie.  

 

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