25/10/2014, 00.00
INDONESIA
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Semarang: la Chiesa lancia una Conferenza per rafforzare "unità e amicizia fra religioni"

di Mathias Hariyadi
Promossa dall'arcidiocesi, all'iniziativa partecipano fedeli delle sei religioni ufficiali riconosciute nel Paese. Durante la tre giorni verrà trasmesso un docu-film sul cardinal Darmojuwono nel centenario della nascita. Sacerdote indonesiano: la diversità è una "ricchezza", da cui "imparare".

Jakarta (AsiaNews) - Centinaia di esponenti delle sei religioni riconosciute in Indonesia (musulmani, cattolici, protestanti, buddisti, indù e confuciani), parteciperanno a una conferenza di tre giorni per rafforzare l'amicizia, la conoscenza e il dialogo reciproco. Teatro dell'iniziativa lanciata ieri è la cittadina di Muntilan, culla del cattolicesimo nella provincia dello Java centrale. Intitolata "Una vera e genuina fratellanza fra fedeli di religioni diverse", essa è promossa e voluta con forza dalla commissione dell'arcidiocesi di Semarang per gli affari interreligiosi (Komisi Hak Kas), ed è la prima di questo genere su tutto il territorio provinciale.

Nel contesto della conferenza sono in programma diverse attività di natura culturale, educativa e sociale, volte a rafforzare la morale fra i partecipanti e promuovere una coesistenza pacifica, nella diocesi e in tutto l'arcipelago indonesiano. Dozzine i sacerdoti presenti, assieme a migliaia di fedeli che seguiranno da vicino i lavori. Fra i molti eventi, la proiezione di un docu-film intitolato "In Te Confido", dedicato al defunto card Justinus Darmojuwono, arcivescovo di Semarang dal 1963 al 1981; girato e prodotto in 10 mesi, il lungometraggio viene trasmesso in occasione del centenario della nascita (2 novembre 1914) del porporato indonesiano.

Fra i relatori di alto profilo che si alterneranno nel corso della tre giorni vi sono: l'arcivescovo di Semarang mons. Johannes Pujasumarta, l'ex presidente di Muhammadiyah - seconda organizzazione musulmana moderata per importanza del Paese - prof. Buya Ahmad Syafii Maarif e l'ex first lady indonesiana Shinta Nuriyah Wahid, figura di primo piano dell'attivismo locale. 

Interpellato da AsiaNews p. Aloysius Budi Purnomo, sacerdote diocesano e membro del comitato organizzatore, spiega che alla base dell'iniziativa vi è il proposito di rafforzare la morale e instaurare un rapporto di sincero dialogo e amicizia fra fedeli di religioni diverse. In particolare, aggiunge il prete, ai cattolici è chiesto di promuovere le relazioni con gli altri, insistendo sul fatto che "le differenze non sono un problema, ma una ricchezza" da valorizzare e che ciascuno può "imparare" la bellezza della "diversità" del genere umano.

In Indonesia, nazione musulmana più popolosa al mondo, i cattolici sono una piccola minoranza composta da circa sette milioni di persone, pari al 3% circa della popolazione totale. Nella sola arcidiocesi di Jakarta, i fedeli raggiungono il 3,6% della popolazione. Essi sono una parte attiva nella società e contribuiscono allo sviluppo della nazione o all'opera di aiuti durante le emergenze, come avvenuto per in occasione della devastante alluvione del gennaio 2013.

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