21/11/2012, 00.00
ISRAELE - PALESTINA
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Si cerca una tregua per Gaza, ma continuano i razzi e i raid aerei

Ban Ki-moon, Hillary Clinton, Nabil al-Arabi, Mohamed Morsi sono impegnati in visite e dialoghi. Stanotte l'esercito israeliano ha colpito "100 sedi terroriste". Dalla Striscia sono stati sparati oltre 160 missili. Cresce il bilancio delle vittime: 130 palestinesi (fra cui 31 bambini); cinque israeliani. Più dell'80% degli israeliani appoggia l'operazione; ma vi sono giovani che rifiutano il servizio militare. Le difficili condizioni richieste per la tregua.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Onu, Stati Uniti, Egitto, Lega Araba sono impegnati a trovare le condizioni per una tregua fra palestinesi e israeliani, ma sulla Striscia di Gaza continuano i raid dell'aviazione israeliana e il lancio di razzi dei militanti palestinesi.

Una possibile tregua, annunciata per ieri, non si è verificata. Dopo un giorno di intensi negoziati ieri al Cairo, Egitto e Hamas hanno dichiarato che i colloqui vengono ripresi oggi su richiesta di Israele, che ha ritardato l'assenso.

Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon è nella regione per facilitare il cessate-il-fuoco. Anche il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha visitato ieri Israele e avuto colloqui con i premier Benjamin Netanyahu (v. foto). Oggi si reca in Egitto e nei Territori occupati. Il capo della Leg Araba, Nabil al-Arabi si reca in visita a Gaza.

Per tutta la notte e questa mattina sono continuati i raid e i lanci di missili. L'esercito israeliano ha dichiarato che nella notte ha colpito almeno "100 siti terroristi" di cui circa 50 erano "basi di lancio sotterranee".

Fra gli obbiettivi colpiti vi è anche l'edificio del ministero della sicurezza di Hamas. Secondo Israele, ieri sono stati lanciati almeno 162 missili da Gaza; più di 800 nell'ultima settimana. Ieri, un missile ha colpito  un edificio a Rishon Letzion, ferendo due persone. I palestinesi hanno dichiarato che ieri sono state uccise cinque persone, portando il bilancio a 130 morti, fra cui 31 bambini. Dall'inizio del conflitto, otto giorni fa, sono stati uccisi cinque israeliani.

L'esercito di Israele ha anche annunciato di aver colpito "un centro di operazioni di intelligence" di Hamas, al settimo piano di un edificio che ospita giornali locali e stranieri. Sono stati colpiti la sede della France Press e le finestre dell'hotel Deira, dove sono ospiti molti giornalisti stranieri.

Netanyahu ha dichiarato ieri che se non si trova una soluzione diplomatica, "Israele farà tutto quello che ritiene necessario per difendere il suo popolo". Lo Stato di Israele è pronto anche ad un attacco di terra. Decine di migliaia di soldati sono ammassati al confine nord di Gaza e aerei militari hanno lanciato volantini sulla Striscia consigliando i palestinesi di allontanarsi dal confine.

Un'inchiesta pubblicata due giorni fa, mostra che l'84% degli israeliani sostiene la presente operazione "Pilastro di difesa" su Gaza, ma solo il 30% appoggia un'invasione di terra. Un discreto numero di giovani, chiamati al servizio militare, si rifiutano di andarvi e preferiscono essere incarcerati, piuttosto che usare violenza contro i palestinesi.

Una soluzione diplomatica risulta difficile perché ognuno dei contendenti pone delle condizioni per l'altro. Israele vuole che terminino i lanci di missili da Gaza e che si fermi l'escalation di armamenti ad Hamas. Hamas esige che Israele la finisca con i suoi assassini mirati e termini il blocco della Striscia.

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