23/07/2004, 00.00
UZBEKISTAN
Invia ad un amico

Si riaccende la speranza per due parrocchie nel paese musulmano

"Aiuto alla Chiesa che soffre" ne finanzierà la costruzione

Tashkent (AsiaNews/UCAN) – Due parrocchie in Uzbekistan cominciano a sperare in un futuro meno disagiato grazie all'agenzia internazionale di aiuto alla Chiesa cattolica, "Aiuto alla Chiesa che soffre".

Una delegazione dell'Acs ha visitato il Paese dal 25 e al 29 giugno scorso, per quantificare i bisogni della comunità cattolica locale e ha deciso di finanziare la costruzione di due parrocchie, rispettivamente a Bukhara (450 km. a sudovest di Tashkent) e a Urgench (720 km. ad ovest). La prima dedicata a S. Andrea apostolo è guidata dal francescano P. Wojciech Kordas,  mentre l'altra intitolata a Maria, Madre di Grazia, ha come parroco il francescano Stanislaw Rochowiak. Entrambi hanno urgente bisogno di denaro per completare la costruzione degli edifici in cui si dovrebbero riunire i fedeli, già in difficoltà solo per il fatto di professare la fede cattolica in un Paese musulmano.

P. Rochowiak racconta che prima dell'acquisto dell'edificio assegnato all'uso parrocchiale, i fedeli (oggi circa 40) erano costretti a riunirsi a casa di uno dei parrocchiani con il rischio di destare sospetti di settarismo. Attualmente, sono necessari fondi che rendano possibili la ricostruzione della struttura comprata nel 2003. L'edificio, un ex laboratorio di moda e design, sarà modificato secondo un progetto che prevede: al primo piano la cappella, il battistero, il confessionale e al secondo la sagrestia e stanze da letto per ulteriori sacerdoti assegnati."se tutto procederà secondo i piani, il prossimo anno inaugureremo la chiesa".

La S. Andrea apostolo, invece, è stata registrata a marzo 2002, ma a causa di difficoltà nell'ottenere i permessi di edificazione e la mancanza di fondi, i lavori ancora non sono iniziati. I 20 parrocchiani sono costretti ad ammassarsi in una piccola stanza nel luogo dove sorgerà il cantiere della chiesa. In precedenza la sede era l'appartamento di un parrocchiano.

Tomaszek Marco, uno dei due membri della delegazione, ha spiegato che  "Aiuto alla Chiesa che soffre" aiuta le chiese in difficoltà a costruire o ristrutturare i propri edifici, ma "non si occupa mai di quello che le parrocchie locali possono fare con le proprie forze". "Siamo venuti qui per vedere la situazione, comunicarla ai nostri 'finanziatori' e far conoscere le difficoltà dei cristiani in un Paese musulmano". "Per noi - ha dichiarato Neville Kyrke-Smith, l'altro membro della delegazione - è importante dimostrare che, rendendo possibile la costruzione di Chiese, si può aiutare la gente ad incontrare Cristo. Questo è il motivo per il quale Bukhara e Urgench sono i nostri obiettivi principali in Uzbekistan".

L'Uzbekistan è diventato indipendente dopo il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991. È un Paese a maggioranza musulmana. Su una popolazione di 25 milioni di abitanti, i cattolici sono 500.

"Aid to the Church in Need" ha iniziato a lavorare nel Pese dal 1993. Nel 2003 ha donato alla Chiesa dell'Uzbekistan circa 35 mila dollari Usa per la ricostruzione di edifici religiosi.

 

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Poso, violenze anticristiane: estremisti incendiano una chiesa protestante
23/10/2012
Aiuto alla Chiesa che soffre e le memoria dei martiri del nostro tempo
16/03/2009
ACS: oltre 100mila euro gli aiuti inviati al Myanmar per Nargis
12/06/2008
Le cifre del 2004 sulla libertà religiosa in Asia
30/06/2005
Un Osservatorio sulla libertà religiosa a Roma, contro il fondamentalismo e il relativismo
30/03/2012