21 Luglio 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 11/03/2017, 12.07

    CINA - TIBET

    Sichuan, internet bloccato per l’anniversario della rivolta nazionale tibetana



    Il bando è in vigore da ieri e durerà fino al 17 marzo. Le autorità di Pechino vogliono impedire alla popolazione tibetana di ricevere notizie di manifestazioni all’estero. In India la diaspora tibetana ha organizzato una marcia; in Nepal il governo ha proibito ogni commemorazione.

    Chengdu (AsiaNews) – Le autorità della provincia del Sichuan, nel sud-ovest della Cina, hanno bloccato l’utilizzo di internet nei giorni dell’anniversario della rivolta nazionale tibetana contro l’occupazione cinese del 1959. Il bando è entrato in vigore ieri, giorno in cui i tibetani in esilio commemorano la morte di migliaia di persone che si opponevano al regime di Pechino, e durerà fino al 17 marzo. L’obiettivo, hanno spiegato a Radio Free Asia alcuni residenti che vogliono rimanere anonimi, “è evitare che gli abitanti delle aree tibetane possano organizzare proteste contro il governo ispirandosi alle manifestazioni compiute dagli esiliati all’estero”.

    L’ordinanza n. 24 blocca l’accesso a internet in 10 contee della Kardze (in cinese Ganzi) Tibetan Autonomous Prefecture: Dartsedo (in cinese Kangding), Tawu (Daofu), Draggo (Luhuo), Kardze (Ganzi), Sershul (Shiqu), Dege (Dege), Palyul (Baiyu), Nyagrong (Xinlong), Lithang (Litang) e Bathang (Batang). Secondo un residente, “le autorità sono preoccupate che i tibetani possano creare problemi”. Un altro aggiunge che “internet è stato messo fuori servizio così i tibetani non possono vedere, sentire o leggere notizie di proteste o altre attività organizzate da coloro che si trovano in esilio”.

    Ogni anno la diaspora ricorda con marce e veglie la rivolta di Lhasa del 10 marzo 1959, quando 300mila tibetani insorsero per timore che il Dalai Lama fosse portato con la forza a Pechino. Nei successivi scontri l’esercito cinese massacrò in pochi giorni oltre 85mila tibetani, male armati e privi di addestramento militare. Il Dalai Lama fu costretto a fuggire in esilio e il governo dei tibetani esiliati si stabilì a Dharamshala, in India.

    Quest’anno le manifestazioni sono avvenute solo in India, mentre il governo di Kathmandu ha vietato ogni forma di commemorazione agli oltre 20mila tibetani che vivono in territorio nepalese.

    Per ribadire il controllo del governo, il 3 marzo scorso Pechino ha inviato a Lhasa 5mila militari e 1000 veicoli dell’esercito, che hanno marciato in parata. Il motivo, hanno dichiarato gli attivisti di Human Rights Watch (Hrw), “è scoraggiare le proteste pubbliche o l’espressione del dissenso”. Sophie Richardson, direttrice per la Cina di Hrw, afferma: “Le autorità cinesi ancora una volta interrompono i viaggi e fanno parate militari per costringere al silenzio la popolazione tibetana. Il progresso nei diritti umani avverrà solo quando il governo cinese sostituirà le sue tattiche intimidatorie con un approccio più aperto all’informazione, all’espressione e alle forme pacifiche del dissenso”.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    14/03/2009 CINA - TIBET
    Osservatori internazionali per fermare le falsità della Cina sul Tibet
    Legge marziale, arresti, violenze, monasteri controllati: questa è la “pace” del Tibet decantata da Wen Jiabao. Nei dialoghi Cina-Tibet occorrono osservatori internazionali e stampa per verificare le reali intenzioni di Pechino. Il ricatto economico della Cina verso tutte le diplomazie mondiali. La campagna di offese contro il Dalai Lama accresce la protesta.

    22/05/2008 TIBET – CINA
    Dharamsala: stop alle proteste anti-cinesi, rispetto per le vittime del Sichuan
    Il governo tibetano in esilio ha chiesto agli esuli sparsi in tutto il mondo di fermare ogni protesta almeno fino alla fine di maggio. Il Dalai Lama appoggia la decisione e loda “i segni di apertura” che provengono da Pechino. Attivista tibetano: non dimentichiamo chi soffre per la repressione comunista, continuiamo sulla nostra strada.

    10/03/2015 CINA - TIBET - NEPAL
    La Cina attacca il Dalai Lama: sulla reincarnazione profana il buddismo tibetano
    Il prossimo governatore del Tibet si scaglia contro il Nobel per la pace: "Le sue dichiarazioni sulla reincarnazione sono ipocrite e contrarie alla religione. È il governo centrale cinese che riconosce e approva il vertice del buddismo". In Nepal le autorità proibiscono "ogni manifestazione" per ricordare la fallita insurrezione del Tibet.

    05/06/2008 INDIA – TIBET – CINA
    Il Dalai Lama guida la preghiera per le vittime del Sichuan
    Il leader buddista ha espresso le sue condoglianze al governo cinese per il disastroso sisma, ed ha commemorato insieme al governo tibetano in esilio tutte le vittime. In Tibet, la polizia circonda i monasteri ed accusa i “separatisti” di preparare attentati.

    10/07/2017 12:36:00 INDIA – CINA – TIBET
    Il Dalai Lama festeggia 82 anni. Ira di Pechino contro Delhi

    Il quotidiano del Partito comunista cinese disapprova le celebrazioni, in cui è stata sventolata la bandiera tibetana. L’India usa la “carta tibetana” nei rapporti diplomatici con Pechino. Il Dalai Lama “sempre più snobbato dai Paesi occidentali”. Velata minaccia di sanzioni commerciali.





    In evidenza

    CINA
    Liu Xiaobo: una fiaccola che illumina la civiltà umana



    La testimonianza del grande dissidente non violento, lasciato morire di cancro, è il più alto contributo all’umanità negli ultimi (sterili) 500 anni di storia cinese. Il ricordo di Liu (e di sua moglie) da parte di un sacerdote del nord della Cina.


    INDIA
    Goa: croci distrutte, cimitero dissacrato. Mons. Neri Ferrao: colpa dell’odio religioso



    Le croci sono state lasciate infrante ai margini della strada. Nel cimitero di Guardian Angel Church danneggiate 28 nicchie, cinque croci di legno e nove in granito, 16 tombe e la grande croce all’ingresso. Sajan K George: “Durante un raduno di indù, un fondamentalista ha detto che tutti quelli che mangiano la vacca devono essere impiccati”.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®