15/02/2013, 00.00
INDONESIA
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South Sulawesi: nuovo attacco contro le chiese, appello alla calma delle autorità

di Mathias Hariyadi
Anonimi a bordo di motocicli, alle prime luce dell’alba hanno scagliato bombe Molotov contro tre luoghi di culto protestanti. Il raid è durato un’ora e segue un precedente attacco avvenuto nei giorni scorsi. Timori di una possibile escalation di violenze interconfessionali. Disegni “politici” per destabilizzare il Paese.

Jakarta (AsiaNews) - Le autorità centrali di Jakarta lanciano appelli alla calma, per scongiurare un'escalation di violenze interconfessionali a Makassar, capoluogo delle South Sulawesi, teatro ieri di un nuovo attacco contro luoghi di culto cristiani. Anonimi assalitori hanno gettato bombe Molotov contro tre chiese protestanti, provocando danni lievi agli edifici. Il timore è che dietro questi episodi vi siano disegni "politici" che mirano a esacerbare gli animi, per scatenare una crisi interreligiosa, destabilizzare il clima politico-istituzionale e la convivenza civile nel Paese musulmano più popoloso al mondo.

Ieri, festa di San Valentino, ricorrenza controversa nel Paese a maggioranza islamica, ignoti hanno colpito tre chiese protestanti nel centro di Makassar; alle prime luci dell'alba, a bordo di motocicli, si sono avvicinati agli edifici e hanno scagliato gli ordigni. Il raid è durato in tutto un'ora e ha interessato le chiese GKI a Samiun road (nella foto), la Toraja Church in AP Pettarani II road e una terza chiesa protestante a Gatot. Fonti locali confermano che non vi sarebbero feriti, ma solo danni lievi.

Il portavoce della polizia a Jakarta riferisce che dietro gli attacchi vi sarebbe il tentativo della frangia estremista musulmana di esacerbare gli animi e dare nuova linfa all'odio interreligioso. Per questo il capo dell'intelligence, il gen. Norman Merciano, invita i cittadini alla calma e chiede alla comunità di "non rispondere" alle provocazioni provenienti dai vari gruppi.

L'area urbana di Makassar, una zona assai "dinamica", divenuta nel tempo un crocevia per turismo e commerci nell'est e nel nord-est dell'arcipelago, oltre che essere un centro universitario, ha goduto a lungo di pace e tranquillità. Tuttavia verso la fine dello scorso anno la situazione è cambiata: a novembre una fazione estremista islamica ha preso di mira il governatore delle South Sulawesi, Sahrul Yasril Limpo, contro il quale è stato lanciato un ordigno rudimentale. Nei primi giorni di gennaio 2013 due esponenti della frangia fondamentalista hanno ingaggiato un conflitto a fuoco con la polizia in una moschea; lo scontro si è concluso con la morte dei due. Infine, l'11 febbraio un gruppo di sconosciuti ha preso di mira, a colpi di bombe Molotov, la chiesa protestante Toraja Mamassa, causando danni lievi all'edificio.

Dal 1997 al 2001 l'isola di Sulawesi e le vicine Molucche sono state teatro di un conflitto islamo-cristiano sanguinoso. Migliaia le vittime e le case rase al suolo; centinaia le chiese e le moschee distrutte; quasi mezzo milione i profughi, di cui 25mila nella sola Poso. Il 20 dicembre 2001 è stata sottoscritta una tregua fra i due fronti - nella zona cristiani e musulmani si equivalgono - firmata a Malino, nelle South Sulawesi, attraverso un piano di pace governativo. Tuttavia, la tregua non ha fermato episodi sporadici di terrore contro vittime innocenti; fra i vari casi hanno sollevato scalpore e indignazione in tutto il mondo la decapitazione di tre ragazzine mentre si recavano a scuola, per mano di estremisti islamici nell'ottobre 2005 (cfr. AsiaNews 29/10/2005 Indonesia: 3 studentesse cristiane decapitate). 

 

 

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