22/02/2008, 00.00
VIETNAM
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Spinti dal governo, i buddisti di Hanoi si dicono i veri proprietari della nunziatura

di J.B. An Dang
L’idea è stata suggerita dall’ex capo del Comitato per gli affari religiosi ed appare come una mossa per rimettere in discussione la decisione del governo di restituire l’uso del complesso ai cattolici.
Hanoi (AsiaNews) – La Chiesa buddista vietnamita afferma di essere il vero proprietario del terreno ove sorge la ex delegazione apostolica di Hanoi che il governo aveva verbalmente promesso di restituire alla Chiesa, a conclusione di 40 giorni di pacifica protesta dei cattolici della capitale.
 
In una lettera inviata al primo ministro il 16 febbraio, ma resa pubblica solo in questi giorni, il venerabile Thích Trung Hậu, esponente di una organizzazione “approvata” dal governo nel 1982, afferma che ogni disposizione riguardante la ex delegazione deve avere il consenso della sua Chiesa, vera proprietaria del terreno. L’idea della proprietà buddista era stata lanciata da Lê Quang Vịnh, ex capo del Comitato per gli affari religiosi. A suo avviso, anzi, l’area di proprietà buddista comprende anche la cattedrale di San Giuseppe, l’arcivescovado e il seminario maggiore.
 
Forte dell’appoggio, il venerabile Hậu sostiene che sul terreno contestato, un tempo c’era una pagoda, chiamata Báo Thiên, costruita nel 1054. Solo nel 1883 “i colonialisti francesi la presero e la dettero al vescovo”.
 
In realtà, replica da Hanoi padre Joseph Nguyễn “a parte il forte sostegno del governo, il venerabile Hậu non ha nulla per provare ciò che dice. Noi invece abbiamo i documenti legali”. Per il religioso la vicenda appare come “una tappa della difficile lotta dei cattolici per riavere l’edificio”.
 
Nel complesso - lasciato libero in seguiti ad una lettera dell’arcivescovo Joseph Ngô che confermava la notizia della decisione del governo di restituire l’uso dell’edificio alla Chiesa - operai pubblici hanno rinforzato le porte e collocato pannelli con simboli e slogan del Partito comunista, ad indicare la proprietà pubblica dell’edificio. Uomini della sicurezza allontanano chi si ferma a pregare e le candele poste sul muro dai fedeli vengono rimosse.
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