20/11/2020, 14.00
TAIWAN
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Taipei costruirà otto sottomarini per difendersi dalla Cina

Sostituiranno i quattro che ha ora in dotazione, che risalgono alla Seconda guerra mondiale e agli '80. Pechino ne può schierare 76. Washington fornisce missili e droni d’attacco, ma finora non ha venduto sommergibili all’isola. Forze “esterne” starebbero assistendo i tecnici militari taiwanesi.

Taipei (AsiaNews) – Il 24 novembre inizieranno i lavori per la costruzione di otto sottomarini, i primi realizzati in proprio dall’isola. L’annuncio è stato fatto oggi dall’Ufficio della presidente Tsai Ing-wen. Il portavoce presidenziale Xavier Chang ha specificato che i nuovi sommergibili serviranno a rafforzare le difese del Paese di fronte alla rapida modernizzazione militare della Cina.

Taipei si aspetta di varare il primo sottomarino nel 2024. L’isola ha in servizio quattro sommergibili che risalgono alla Seconda guerra mondiale e agli anni '80. La Cina ne può schierare 76, alcuni ultramoderni. Secondo La Nuclear Threat Initiative, nell’arsenale cinese vi sono quattro sommergibili armati con missili balistici (anche con capacità nucleare) e sei a propulsione atomica.

Nell’ultimo mese, l’amministrazione Trump ha autorizzato la vendita di armamenti a Taiwan per un totale di 4,8 miliardi di dollari, compresi missili cruise e anti-nave, e droni d’attacco. I pacchetti di armi non includono tecnologia per lo sviluppo di sottomarini. Secondo molti analisti, tale scelta è dettata dalla volontà di non creare tensioni con la Cina, dato che questi sistemi d’arma hanno un’importanza strategica. Osservatori sostengono però che Taipei non ha le conoscenze necessarie per costruire sommergibili, e che forze “esterne” stanno assistendo i tecnici militari taiwanesi.  

Nell'ultimo periodo è cresciuta la pressione di Pechino nei confronti dell’esecutivo guidato da Tsai, accusato di portare avanti un’agenda indipendentista. Da mesi quasi ogni giorno aerei militari cinesi violano la zona d’identificazione aerea dell’isola; il 15 novembre è stato il turno di un velivolo “caccia sommergibili” e di un apparecchio spia. Tali incursioni si aggiungono a quelle compiute dalle forze navali dell’Esercito popolare di liberazione.

Il regime cinese considera Taiwan una provincia ribelle, e non ha mai escluso di riconquistarla con l’uso della forza. L’isola è di fatto indipendente dalla Cina dal 1949; all’epoca i nazionalisti di Chiang Kai-shek vi hanno trovato rifugio dopo aver perso la guerra civile sul continente contro i comunisti, facendola diventare l’erede della Repubblica di Cina fondata nel 1912.

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