30 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 23/08/2008
UZBEKISTAN
Tashkent, è reato incontrarsi in casa per pregare
Lo Stato nomina gli imam islamici, decide sull’insegnamento religioso e chi può andare in pellegrinaggio alla Mecca. Gli altri gruppi religiosi ottengono con difficoltà il riconoscimento. Condanne a 2-3 anni di carcere per i Testimoni di Geova per essersi riuniti.

Tashkent (AsiaNews/F18) – Praticare una fede religiosa senza autorizzazione è un crimine penale, anche solo riunirsi in casa per pregare. La polizia irrompe durante le funzioni religiose, minaccia e malmena i fedeli impunemente e i media statali promuovono l’intolleranza religiosa. L’agenzia Forum 18 traccia un quadro della difficile situazione in Uzbekistan per chi ha una fede, anche islamica.

Lo Stato vuole controllare tutta l’attività religiosa, anche quella islamica professata dalla quasi totalità dei circa 28 milioni di abitanti: gli imam sono nominati e controllati dallo Stato,  nonostante l’art. 61 della Costituzione dica che “Le organizzazioni e le associazioni religiose sono separate dal governo e uguali davanti alla legge. Il governo non interferisce nella attività delle associazioni religiose”. Lo Stato controlla il numero delle moschee e l’educazione religiosa, gli imam lamentano che non possono insegnare l’islam ai bambini e la polizia segreta li controlla anche tramite microfoni nascosti nelle moschee. Per il pellegrinaggio annuale dell’haji sono consentiti solo 5mila fedeli (invece di 20mila ammessi dall’Arabia Saudita), occorre l’autorizzazione statale e usare la linea aerea di bandiera per un costo di circa 200 volte la paga mensile minima. L’Uzbekistan è un Paese povero e un decreto presidenziale fissa il salario minimo al 1° settembre 2008 a 25.040 som, circa 12 euro.

La repressione è molto aumentata dopo il massacro compiuto dall’esercito contro i civili ad Andijan nel maggio 2005. Migliaia di fedeli islamici hanno denunciato a Forum 18 che in carcere sono proibiti il digiuno per il Ramadan e la preghiera. Mentre a detenuti protestanti è proibito avere la Bibbia. Solo le comunità registrate possono stampare o importare testi religiosi e la polizia spesso confisca testi “non autorizzati”, anche la Bibbia o il Corano.

Per le altre fedi è peggio: è reato ogni attività religiosa non autorizzata, anche solo incontrarsi in casa per pregare, punito con multe da 50 a 100 volte la paga minima mensile e carcere. Pure punita è l’attività di proselitismo e di conversione religiosa. Forum 18 riporta che polizia e insegnanti scolastici avvertono gli studenti che chi partecipa alle Chiese protestanti sarà arrestato. L’autorizzazione statale è data con difficoltà, spesso respinta perché il nuovo gruppo religioso “non è gradito” dalla popolazione della zona. Invece gruppi protestanti lamentano che tra il 2000 e il 2006 sono state proibite almeno 38 congregazioni già autorizzate. La tv statale ha lanciato vere campagne di intolleranza contro gruppi religiosi, accusati di uso di droghe e di terrorismo.

Dal giugno 2008 è in carcere il protestante Aimurat Khayburahmanov per avere “diretto o partecipato a gruppi estremisti religiosi, secessionisti, separatisti o comunque vietati” punito con fino 15 anni di galera, per avere tenuto incontri religiosi in una casa privata.

Sistematica la persecuzione contro i Testimoni di Geova, anche per il loro rifiuto di fare il servizio militare: per “insegnamento religioso illegale”, Irfon Khamidov è stato condannato nel maggio 2007 a 2 anni di carcere; Olim Turaev (colpevole anche di “incontri religiosi non autorizzati”) nell’aprile 2008 a 4 anni. Nel luglio 2008 per “illegale organizzazione di associazione religiosa” ci sono state le condanne di Abdubannob Ahmedov a 4 anni e Sergei Ivanov a 3 anni e mezzo.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
13/03/2010 UZBEKISTAN
Pastore battista condannato a 10 anni di carcere
15/01/2010 UZBEKISTAN
Tashkent, pesanti multe e carcere per i cristiani
13/12/2014 UZBEKISTAN
Dai media di Stato uzbeki una campagna contro la libertà di culto e le religioni
12/05/2006 UZBEKISTAN
Sempre più grave la persecuzione religiosa in Uzbekistan
14/06/2012 UZBEKISTAN
Tashkent, Testimone di Geova uzbeka rischia l’espulsione

In evidenza
LIBANO
La Dichiarazione di Beirut: i musulmani in difesa della libertà dei cristianiLibertà di fede, di educazione e di opinione difese citando il Corano. Esse sono alla base dello Stato di diritto, che non deve essere uno Stato religioso. L’organo di riferimento dei sunniti del Libano condanna senza appello la violenza in nome di Dio. Il testo integrale del messaggio.
LIBANO
Dalle Makassed islamiche una lotta dottrinale contro l’estremismo musulmano
di Fady NounL’organismo di riferimento ufficiale dei sunniti del Libano ha approvato un documento intitolato “Dichiarazione di Beirut sulla libertà religiosa”. Ci si chiede se Dar el-Fatwa riuscirà a riprendere progressivamente il controllo dell’insegnamento religioso musulmano nelle moschee del Paese.
HONG KONG - CINA
Card. Zen: Rimuovere le croci nel Zhejiang è insultare la fede dei cattoliciIl vescovo emerito di Hong Kong valuta che la campagna di distruzione delle croci e degli edifici religiosi sia ormai una direttiva a livello nazionale e una “regressione” della politica religiosa della Cina. Cattolici e protestanti di Hong Kong: Potrebbe succedere anche da noi. Entro il primo settembre saranno distrutti altri 15 edifici sacri “illegali” nel Zhejiang.

Dossier

Terra Santa Banner


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate