25/02/2017, 09.01
GIAPPONE
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Tokyo, le sterilizzazioni forzate del passato e l’inverno demografico attuale

Con l’Eugenic Protection Act operati circa 25 mila sterilizzazioni e 60 mila aborti forzati. Le normative sull’eugenetica rimosse nel 1996. Richieste scuse ufficiali e indennizzi per le vittime. La profonda crisi demografica del Giappone. Le nuove politiche per la promozione della vita.

 

Tokyo (AsiaNews) - L’ordine giapponese degli avvocati ha divulgato, il 22 febbraio scorso, una dichiarazione scritta contestando l’ormai abolito Eugenic Protection Act, che prevedeva aborti e operazioni di sterilizzazione per le persone affette da disabilità e malattie ereditarie. Gli avvocati chiedono al governo le scuse ufficiali e un risarcimento per coloro che sono stati costretti alle procedure e un'indagine completa sui danni provocati dalla norma.

L’Eugenic Protection Act, approvato nel 1948, dichiarava l’obiettivo di “prevenire la nascita di discendenti imperfetti”. Secondo i documenti e i dati raccolti dall’associazione, nel periodo in cui la legge è stata in vigore furono operati circa 25 mila interventi di sterilizzazione e 60 mila aborti. A seguito delle critiche per la violazione dei diritti riproduttivi delle persone disabili, la legge è stata modificata nel 1949, ma alcune autorità locali continuarono per anni ad applicarla come pretesto per la discriminazione legalizzata nei confronti di persone con handicap fisici e mentali. L'attuale Maternal Health Act è stata approvata nel 1996 e le disposizioni di eugenetica sono state rimosse.

"Le decisioni in merito alla riproduzione devono essere prese basandosi sulle libere intenzioni di coloro che sono coinvolti" si legge nel comunicato. Gli avvocati sottolineano come le operazioni di sterilizzazione e gli aborti eseguiti sulle persone affette da disabilità e malattie ereditarie abbiano "calpestato la loro dignità e violato i loro diritti riproduttivi individuali”. La dichiarazione definisce poi “incostituzionali” tali provvedimenti. 

Nel marzo del 2016, il Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne ha suggerito al governo giapponese di condurre un'indagine sui danni causati dalla legge e di offrire un risarcimento alle persone colpite. Tuttavia, il governo ha risposto che l’Eugenic Protection Act era "un provvedimento legittimo” e che “la compensazione sarebbe difficile".

Negli ultimi decenni il Giappone, nazione con una lunga storia di leggi sull’eugenetica, si è trovato ad affrontare una profonda crisi demografica. L’invecchiamento della popolazione, insieme al basso tasso di natalità, tra i peggiori al mondo, è al momento il problema più urgente per il Paese, che rischia un collasso del sistema pensionistico e del welfare. 

Il governo cerca di correre ai ripari attuando politiche per l’incremento delle nascite ma è difficile prevedere che nel breve termine questi sforzi portino a risultati sostanziali. Si moltiplicano, da parte delle autorità, gli appelli alla procreazione. Il Giappone, un tempo terra di eugenetica, aborti e sterilizzazioni forzate, vede oggi il suo destino legarsi alla tutela e alla promozione della vita.

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