07/06/2007, 00.00
VATICANO-TURCHIA
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Tra la Gregoriana e la Facoltà islamica di Samsun uno storico accordo per “servire l’uomo”

di Mavi Zambak
Si concludono oggi quattro giorni di lavori per sviluppare le linee di collaborazione fra la Pontificia università Gregoriana e l’Università 19 Mayis di Samsun, sede di una facoltà di Teologia islamica. Il primo giorno, lunedì 4 giugno, già la firma.

Roma (AsiaNews) – Cordialissimo è stato l’incontro fra il rettore della Pontificia università Gregoriana Gianfranco Ghirlanda S.I. ed Osman Zümrüt, decano della Facoltà Islamica, venuto a nome del rettore dell’Università “19 Maggio” di Samsun. Già le modalità di questo incontro hanno tracciato le linee programmatiche per una fruttuosa cooperazione accademica: una reciproca conoscenza basata su metodi scientifici, ma anche nutrita del calore e della stima del vivere l’uno vicino all’altro. Lo scopo di questo accordo? Servire l’uomo. Non un umanesimo chiuso in se stesso, dunque, ma un confronto che metta a servizio i propri valori religiosi per il bene dell’uomo e per trovare risposte ai suoi interrogativi più difficili circa la propria umanità e le relazioni fra le società.

Si capisce quindi che non sia un accordo fatto per rimanere nei grandi palazzi, ma che si pone obbiettivi di reciproca conoscenza fra società culturalmente e religiosamente differenti per una loro possibile convivenza pacifica. Già la Gregoriana è coinvolta in iniziative di questo genere in città della Turchia come Ankara ed Istanbul,  ma è la prima volta che ci si viene a confrontare con una città islamica non cosmopolita. Samsun, infatti, è una città che vantava al tempo dell’Impero Ottomano ben 13 consolati e che oggi si trova anche al centro di traffici energetici ultranazionali. Ma tuttavia oggi l’elemento straniero e cristiano è ridotto a poche decine di persone, in una città che conta mezzo milione di abitanti di fede islamica. Per questo a Samsun questo tipo di cooperazione assume caratteristiche del tutto particolari.

Alla Facoltà islamica di Samsun va riconosciuto il merito di dare supporto al dialogo interreligioso in un contesto culturale che spesso descrive ingiustamente quest’ultimo come uno gioco occidentale o cristiano fatto per convincere la gente. Nonostante quindi molti islamici della regione abbiano osteggiato un dialogo interreligioso e anzi cospirato affinché ci fosse sempre più una maggiore separazione fra la società turca e quella occidentale, Zümrüt ha caldeggiato e fortemente sostenuto un movimento che contesta atteggiamenti di questo genere e anzi li vede come una seria minaccia alla pace. Lo stesso professore in questi giorni ha tenuto a precisare che nella sua esperienza del mondo cristiano vede la Chiesa cattolica come la più indicata e disciplinata a questo tipo d’accordo.

Alla Gregoriana va invece riconosciuto il merito di farsi carico, con questo impegno, anche delle difficoltà della Chiesa di Samsun, che è presente ancora oggi solo grazie alla vittoria di diversi processi civili. E così padre Ghirlanda - trovando il vescovo di questo vicariato, mons. Luigi Padovese, speranzoso che con questo passo si sblocchi il clima di scontro - ha supportato questo notevole progetto. Nonostante gli ultimi tristi avvenimenti che hanno visto non solo l’accoltellamento del parroco francese, ma anche l’espulsione attuata dalle autorità della coppia di coniugi italo-turca che era venuto a sostituirlo, ancora una volta, con questo gesto, la parte cattolica non ha scelto la via del rancore e della vendetta, ma quella del dialogo e della riconciliazione.

Il giorno seguente alcuni dei coinvolti in questo progetto hanno pure partecipato ad un incontro fra l’ambasciata turca presso la Santa Sede ed il Pontifico consiglio per il dialogo interreligioso in occasione dell'800º anniversario della nascita di Mevlana Celaleddin Rumi, mistico e filosofo turco. Tutte forme esemplari di dialogo che non negano fatti dolorosi, ma anzi, nonostante questi, dimostrano il desiderio ferreo di voler rinunciare all’isolamento o alla violenza.

 

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