17/09/2008, 00.00
CINA
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Tre morti e oltre 6 mila neonati colpiti dal latte avvelenato

Inquisite 22 ditte produttrici. Alcune di queste hanno esportato in Asia e Africa. Moilti bambini malati di gravi insufficienze renali. Il numero è destinato a salire. Bloccata la vendita del latte in polvere nel Paese, migliaia di genitori volano a Hong Kong per comprare marche estere.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Melamina è stata trovata nel latte in polvere di 22 ditte cinesi dopo controlli approfonditi, ha detto oggi Li Changjiang, capo degli ispettori per la sicurezza e la qualità alimentare. Un terzo bambino è morto, nel  Zhejiang, e il ministro per la Salute Chen Zhu parla di 6.244 malati accertati per avere bevuto il latte, 1.327 sono ricoverati in ospedale e 158 hanno “insufficienze renali acute”. Ma si prevede che il numero aumenti, perché le analisi sono ancora in corso e la malattia può manifestarsi anche dopo tempo. Molti dei bambini ricoverati sono in condizioni “gravi”: hanno grandi difficoltà ad urinare e vomitano.

Le analisi svolte su 109 ditte casearie nell’intera Nazione hanno trovato melamina nel latte in polvere di 22 ditte: è una sostanza velenosa per l’uomo usata per produrre plastica e colla. La sua molecola è simile a quella delle proteine e, dopo che il latte è stato allungato con acqua, può farlo sembrare ricco di sostanze nutritive, così da superare controlli non approfonditi sulla qualità. Ora è stata bloccata la vendita del prodotto e migliaia di genitori della Cina meridionale volano a Hong Kong per comprare latte che sperano più sicuro.

Lo scandalo ha colpito la settimana scorsa la ditta leader Sanlu, che si è difesa accusando i fornitori di latte. Il governo ha messo sotto accusa 4 funzionari di Shijianzhuang, capitale dell’Hebei e sede della ditta, accusati di avere avuto notizia della contraffazione sin dal 2 agosto, ma di averla “coperta” durante il periodo olimpico informandone il governatore dell’Hebei solo l’8 settembre. Ma ora sono coinvolte anche ditte come la Yili della Mongolia Interna, una degli sponsor delle Olimpiadi; la Mengniu, quotata sulla borsa di Hong Kong; la Guangdong Yashili Group e la Qingdao Suncare Co. Ltd che esportano il loro latte in Yemen, Bangladesh, Myanmar, Gabon e Burundi. I prodotti esportati sono stati richiamati, anche se gli ispettori dicono che nei campioni per l’esportazione non è stata trovata melamina.

La Cina è il secondo produttore mondiale di latte in polvere per bambini e la Sanlu da 15 anni è la ditta leader che da sola nel 2007 ha coperto il 18,3% della produzione cinese. Per il 43% è di proprietà della multinazionale neozelandese Fonterra, che ha informato della vicenda il premier Helen Clark, che ha a sua volta informato il governo cinese. Pechino si è mossa solo dopo le pressioni neo-zelandesi.

L'ispettore capo Li Changjiang spiega che “gli standard cinesi di sicurezza [alimentare]… non comprendono controlli su ogni sostanza tossica, perché non è stata finora considerata la possibilità che simili sostanze [come la melamina] fossero aggiunte. Includeremo anche controlli sulla tossicità”.

Esperti osservano come questa situazione può causare grande allarme sulla sicurezza alimentare anche di altri prodotti.

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