29/10/2020, 10.10
RUSSIA
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Un libro di preghiere ortodosse contro il coronavirus

di Vladimir Rozanskij

L’autore è Vladimir Zobern, che fin dagli anni ’70 ha lavorato nel settore editoriale del patriarcato di Mosca. Il libro è ispirato alla Lettera di san Giacomo (5,15). “Rivolgendosi ai medici terreni, non bisogna dimenticare quelli celesti”. Le preghiere riguardano i malati, ma anche gli operatori sanitari, i volontari e chi si sacrifica per aiutare “il Paese e il mondo”. Anche buddisti e musulmani hanno speciali invocazioni contro la pandemia.

Mosca (AsiaNews) - Il 27 ottobre, via Zoom , è stato presentato il libro Coronavirus. Preghiere in aiuto dei malati e per coloro che sono a rischio, la cui versione elettronica può essere scaricata sui principali siti come Ozon.ru o Litres.ru. L’autore del testo è uno scrittore molto noto nel mondo ortodosso russo, Vladimir Zobern, che negli anni ’90 aveva fondato la casa editrice di letteratura religiosa Svetljachok insieme all’allora monaco Tikhon (Ševkunov), il “padre spirituale di Putin”, oggi metropolita di Pskov.

Zobern si occupa di pubblicazioni religiose fin dagli anni sovietici, avendo lavorato nel settore editoriale del patriarcato di Mosca fin dagli anni ’70. Uno dei libri da lui scritti s’intitola proprio “Il dukhovnik del presidente”, cioè il padre spirituale, ed è dedicato a varie figure di esponenti del clero che hanno avuto influsso sui leader politici russi.

Nel libro di preghiere anti-Covid sono proposte varie forme di invocazioni raccomandate dalla Chiesa ortodossa durante il periodo di epidemia in questi mesi. Il tutto è ispirato alla promessa contenuta nella Lettera di Giacomo 5,15, il passo dell’istituzione del sacramento dell’unzione degli infermi: “La preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo solleverà”. Secondo il testo pubblicato, “la storia cristiana conosce moltissimi esempi di guarigione dalle epidemie e alleviamento delle sofferenze dei malati, grazie alla preghiera sincera e insistente; rivolgendosi ai medici terreni, non bisogna dimenticare quelli celesti”.

Le preghiere proposte riguardano i malati, ma anche gli operatori sanitari, i volontari e chi si sacrifica per aiutare in ogni modo in questi frangenti, “nel nostro Paese e in tutto il mondo”, chiedendo a Dio: “Insegnaci ad amare la vita e la salute come doni che provengono da Te”.

Fin dal marzo scorso il patriarca di Mosca Kirill (Gundjaev) aveva approvato alcune preghiere in lingua slava-ecclesiastica contro la diffusione del virus, da leggere in tutte le chiese russe. In esse non si usa il termine “coronavirus”, che viene chiamato “la moria perniciosa” (vredonosnoe povetrie). In molte chiese e monasteri si svolgono apposite processioni intorno agli edifici ecclesiastici, con l’intento di “tenere lontana l’opera del Maligno che porta il veleno agli uomini”.

Anche i musulmani e i buddisti di Russia hanno proposto speciali invocazioni contro la pandemia, e molti fedeli russi di varie confessioni si erano uniti lo scorso 14 maggio alla giornata di preghiera contro il Covid-19 indetta da papa Francesco.

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