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  • » 03/07/2017, 10.42

    ASIA

    Usa e Russia riducono (di poco) le armi nucleari; Cina, India, Pakistan, Nord Corea e Israele le aumentano



    I dati nel rapporto 2017 del Sipri (Stockholm International Peace Research Institute).  Rallenta il processo di smantellare le armi nucleari: 14.935 testate nucleari contro 15.395 dell’anno precedente. Usa e Russia investono  per riammodernare i loro sistemi. Gli arsenali più piccoli dell'Asia sono in pieno incremento. Israele ha 80 testate. Inascoltato l’appello di Papa Francesco all’Onu.

    Stoccolma (AsiaNews) – Nove Stati nel mondo - Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, India, Pakistan, Israele e Corea del Nord - posseggono circa 4150 testate nucleari operative. Se si contano tutte le testate nucleari esistenti, esse sono 14.935 rispetto alle 15.395 del 2016. Questi dati emergono dal rapporto annuale per l’anno 2017 del Sipri (Stockholm international peace research institute).

    Russia e Stati Uniti posseggono il 93% delle armi nucleari nel mondo. Gli altri Stati in possesso di armi nucleari hanno arsenali molto più piccoli, ma hanno annunciato l'intenzione di incrementare la loro attività. Nessuno sembra disposto a rinunciarvi per il prossimo futuro.

    La Francia è la terza potenza nucleare al mondo con 300 testate nucleari. La Gran Bretagna segue con 215. Israele è l'unico Stato del Medio Oriente a possedere l'arma nucleare: il Sipri calcola che abbia a disposizione 80 testate nucleari. La Cina ha avviato un programma di modernizzazione a lungo termine incentrato sul miglioramento qualitativo del suo arsenale nucleare di 270 testate atomiche. L'India (120-130 testate) e il Pakistan (130-140 testate) stanno espandendo le proprie scorte di armi nucleari e sviluppando le capacità di consegna dei missili.

    Si stima che la Corea del Nord abbia abbastanza materiale fissile per circa 10-20 testate nucleari, un dato in aumento rispetto agli anni precedenti. Senza considerare che sotto il regime di Kim Jong-un si sono intensificati i test missilistici.

    In generale si può dire che l’impegno per la riduzione delle armi nucleari nel mondo proceda con lentezza, ma aumentano gli investimenti nel settore.

    Russia e Usa hanno in corso grandi e costosi programmi di modernizzazione del proprio arsenale nucleare. Gli Stati Uniti intendono spendere 400 miliardi di dollari nel periodo 2017-26 per il mantenimento e l'aggiornamento completo della propria forza nucleare. “Gli aumenti proiettati della spesa statunitense non sono inaspettati', ha spiegato Hans Kristensen, Sipri senior associate. ''L'attuale amministrazione Usa sta continuando gli ambiziosi piani di modernizzazione nucleare fissati dal presidente Barack Obama”.

    Alla fine di marzo Papa Francesco, in un messaggio ad una Conferenza Onu finalizzato a negoziare uno strumento “giuridicamente vincolante sulla proibizione delle armi nucleari, che conduca alla loro totale eliminazione”, aveva invitato a riflettere: “Dobbiamo anche chiederci quanto sia sostenibile un equilibro basato sulla paura, quando esso tende di fatto ad aumentare la paura e a minare le relazioni di fiducia fra i popoli. La pace e la stabilità internazionali non possono essere fondate su un falso senso di sicurezza, sulla minaccia di una distruzione reciproca o di totale annientamento, sul semplice mantenimento di un equilibrio di potere. La pace deve essere costruita sulla giustizia, sullo sviluppo umano integrale, sul rispetto dei diritti umani fondamentali, sulla custodia del creato, sulla partecipazione di tutti alla vita pubblica, sulla fiducia fra i popoli, sulla promozione di istituzioni pacifiche, sull’accesso all’educazione e alla salute, sul dialogo e sulla solidarietà. In questa prospettiva, abbiamo bisogno di andare oltre la deterrenza nucleare: la comunità internazionale è chiamata ad adottare strategie lungimiranti per promuovere l’obiettivo della pace e della stabilità ed evitare approcci miopi ai problemi di sicurezza nazionale e internazionale”.

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