12/12/2019, 13.47
BANGLADESH
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Valerie Ann Taylor, la ‘Madre Teresa del Bangladesh’, celebra 40 anni al servizio dei disabili

di Sumon Corraya

La fisioterapista britannica ha fondato il Centro per la riabilitazione dei paralitici. Nel 1969, quando è arrivata nel Paese, non c’era nemmeno una sedia a rotelle. “Riuscivo a sentire l’impotenza dei malati”, racconta. L’ospedale da 100 posti letto cura ogni anno 400 malati. Oltre 80mila disabili, “scartati dalle famiglie dalla società”, hanno acquistato una nuova vita.

Dhaka (AsiaNews) – Il Centro per la riabilitazione dei paralitici (Centre for the Rehabilitation of the Paralysed, Crp) festeggia 40 anni di attività al servizio dei disabili. La sua fondatrice è Valerie Ann Taylor, fisioterapista e filantropa cristiana di origini britanniche, che tutti nel Paese conoscono come la “Madre Teresa del Bangladesh”. Ieri, in occasione dei festeggiamenti, anche la premier Sheikh Hasina ha inviato un messaggio di auguri. “La ammiro – ha detto – per il suo eccezionale lavoro per il Bangladesh. Ha creato il centro per servire le persone paralizzate. Se ne prende cura e li educa per la riabilitazione”.

La dott.ssa Taylor è nata nel 1944 nel Kent. Nel 1969 è arrivata in Bangladesh per il servizio civile volontario all’estero per lavorare all’ospedale cristiano di Chandraghona, gestito dalla Chiesa battista di Shandha, nel Chittagong Hill Tracts. “Quando ho iniziato a lavorare – racconta – non c’era nemmeno una sedia a rotelle per i disabili. Erano del tutto indifesi e riuscivo a sentire la loro impotenza. Ho deciso che volevo lavorare per queste persone. Dovevo rimanere nel Paese solo 15 mesi, ma sono quasi 50 anni di amore per loro”.

“Ho iniziato a interessarmi dei paralitici – prosegue – quando ho visto la negligenza con cui venivano trattati coloro che soffrivano di ferite al midollo spinale. Nel 1971, durante la guerra di Liberazione, sono stata evacuata. C’erano molte persone ferite che avevano bisogno di cure”.

Nel 1973 Valerie torna in Inghilterra per raccogliere fondi e torna nel Paese asiatico due anni dopo. Nel 1979 apre il Centro dove all’inizio accoglie quattro pazienti abbandonati nei reparti del Shaheed Suhrawardy Hospital. Oggi il Crp è un ospedale da 100 posti letti situato nella zona di Savar, vicino Dhaka. Ogni anno cura circa 400 malati e finora ha assistito più di 80mila persone.

L’obiettivo dell’ospedale è “consentire ai malati di tornare nel tessuto sociale”. In quanto straniera, la fisioterapista ha subito discriminazioni. “Alcuni – dice – hanno tentato di prendersela con me, ma non ci sono riusciti”. Nel 1995 la regina Elisabetta d’Inghilterra le ha dato il titolo di Ordine dell’Impero britannico; nel 1998 ha ricevuto la cittadinanza dal Bangladesh; nel 2004 il Paese le ha conferito l’Independence Day Award, la più alta onorificenza assegnata dal governo di Dhaka.

Jahirul Islam, uno dei suoi pazienti, racconta: “Sono stato scartato dalla mia famiglia e dalla società. Valerie mi ha dato una nuova. Ho imparato un lavoro e ora riesco a guardare qualcosa. Lei è come Madre Teresa. Le sono grato”. Come il giovane musulmano, oggi migliaia di disabili hanno una vita dignitosa. Il Centro non solo li sottopone ai trattamenti medici, ma li forma anche al lavoro, in modo che essi possano diventare auto-sufficienti.

Gowher Rizvi, funzionario dell’ufficio relazioni internazionali del primo ministro e ospite d’onore ai festeggiamenti, ha dichiarato: “Valerie ha dato una nuova vita alle persone escluse dalla società. I disabili e gli emarginati la amano. Mi congratulo con lei”.

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