18/06/2020, 13.23
VATICANO
Invia ad un amico

Vaticano: ecologia integrale per tutelare il futuro dell’uomo insieme alla natura

Pubblicato il documento “In cammino per la cura della casa comune – A cinque anni dalla Laudato si’ ”, elaborato dal Tavolo interdicasteriale della Santa Sede. Esso evidenzia l’affermazione centrale dell’Enciclica: tutto è connesso, non vi sono crisi separate, bensì un’unica e complessa crisi socio-ambientale che richiede una vera conversione ecologica.

Città del Vaticano (AsiaNews) – La promozione anche sul piano operativo della “ecologia integrale” a cinque anni dalla pubblicazione della Laudato si’ . E’ il fine del documento “In cammino per la cura della casa comune – A cinque anni dalla Laudato si’ ”, elaborato dal Tavolo interdicasteriale della Santa Sede, presentato oggi in Vaticano.

E’ un volume di 227 pagine, frutto della collaborazione tra i dicasteri vaticani commessi al tema, conferenze episcopali e organizzazioni cattoliche, come la Caritas, che evidenzia l’affermazione centrale dell’Enciclica: tutto è connesso, non vi sono crisi separate, bensì un’unica e complessa crisi socio-ambientale che richiede una vera conversione ecologica.

Si parte dall’affermazione della necessità di una conversione ecologica che affermi la centralità della vita e della persona e anche del creato, contro la “cultura dello scarto”. In tale ottica, la famiglia è “soggetto protagonista dell’ecologia integrale” che può divenire “luogo educativo privilegiato”.

Formazione che riguarda naturalmente la scuola che deve acquisire “una nuova centralità”, mirando a sviluppare capacità di discernimento, pensiero critico e azione responsabile.

Riguarda ancora la formazione della persona la necessità che la catechesi si soffermi sulla questione ambientale, divenendo in tal modo “occasione di primo annuncio della fede cristiana per chi non crede”. In proposito, oggi alla presentazione del documento, mons. Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’educazione cattolica ha ricordato tre esempi a livello di università: “a) la Pontificia Università Javeriana di Bogotà ha creato un Istituto di studi superiori per promuovere la “Casa comune” avviando e coordinando numerose iniziative in molte altre Università dell’America Latina; b) Una rete di Università Cattoliche sta promuovendo progetti di ricerca in vari continenti attraverso le Facoltà di Agraria e coinvolgendo le Istituzioni pubbliche locali; c) gli Atenei Pontifici Romani hanno creato da due anni un Joint Diploma in Ecologia Integrale, una pregevole iniziativa che riscuote successo”.

Il tema dell’alimentazione apre la seconda parte del documento. Si definisce atto di ingiustizia lo spreco alimentare, si invita a promuovere un’agricoltura “diversificata e sostenibile”, in difesa dei piccoli produttori e delle risorse naturali, e una sana educazione alimentare. In proposito, oggi Aloysius John, segretario generale di Caritas Internationalis ha portato l’esempio di Caritas India e Caritas Asia che mirano a fornire nuove conoscenze e competenze tra i piccoli agricoltori per evitare un uso eccessivo di fertilizzanti.

Rientra in tale ambito l’affermazione che l’accesso all’acqua è “un diritto umano essenziale”, che va anche protetto con la riduzione dell’uso di plastiche usa-e-getta, la lotta all’inquinamento delle falde acquifere e l’attuazione delle Convenzioni internazionali e nazionali che tutelano l’accesso alle risorse idriche.

Nella stessa linea si pone la necessità di ridurre l’inquinamento e investire in energia “pulita e rinnovabile”, accessibile a tutti, così da rispondere “ai bisogni delle popolazioni più povere e limitare il riscaldamento globale”. Esemplare, in proposito, la diocesi di Maasin, nelle Filippine, la prima al mondo a dotare tutte le parrocchie di pannelli solari. In proposito, oggi mons. Fernando Vérgez Alzaga, L.C., segretario generale del Governatorato, ha ricordato tra l’altro l’installazione di pannelli fotovoltaici sulla copertura dell’Aula Paolo VI, che “sono in grado di produrre energia elettrica senza emissione di sostanze inquinanti”.

Il documento esorta quindi a promuovere stili di vita e modelli di consumo sostenibili, che “rispettino gli ecosistemi e la limitatezza delle risorse naturali”, tutelando anche le comunità tradizionali ed i popoli indigeni. 

Ancora, va promossa la “economia circolare” che non punta allo sfruttamento eccessivo delle risorse produttive, bensì al loro mantenimento a lungo termine, in modo che siano riutilizzabili. Anche il mondo della finanza deve puntare al “primato del bene comune” e cercando di porre fine alla povertà. “La stessa pandemia da Covid-19 dimostra come sia da mettere in discussione un sistema che riduce il welfare o che permette grandi speculazioni anche nelle sciagure, ritorcendosi sui più poveri”. 

Lo stesso vale per la questione climatica che ha “una profonda rilevanza” ambientale, etica, economica, politica e sociale, che incide soprattutto sui più poveri che sono “i meno responsabili del riscaldamento globale”, ma ne subiscono maggiormente le conseguenze, perché non hanno la possibilità di tutelarsi. In primo luogo, dunque, serve “un nuovo modello di sviluppo” che leghi sinergicamente la lotta ai cambiamenti climatici e la lotta alla povertà, “in sintonia con la Dottrina sociale della Chiesa”. (FP)

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Singapore, l’arcidiocesi chiarisce il rapporto tra uomo e natura
07/10/2019 14:58
Papa: ‘Fihavanana’, condivisione per lo sviluppo umano integrale
07/09/2019 10:34
Papa in Gran Bretagna, la formazione integrale deve essere l’obiettivo di ogni scuola
17/09/2010
Il papa e la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018
22/08/2017 14:38
Papa: Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati
21/08/2017 12:14