14/10/2016, 12.25
INDONESIA
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Vescovo di Ketapang: Castrazione dei pedofili “inaccettabile e inefficace”

di Mathias Hariyadi

Il 12 ottobre il parlamento ha approvato la legge contro i pedofili. I colpevoli rischiano il trattamento ormonale, l’ergastolo e la morte. Mons. Pius Riana Prabdi, presidente della Commissione episcopale per la pastorale giovanile: “Lo Stato ha rinunciato alla formazione della persona e cerca scorciatoie per risolvere il problema”. La sessualità “è un dono di Dio e bloccandola si indebolisce l’individuo”.

Jakarta (AsiaNews) – Il problema della violenza sessuale “non ha luogo negli organi del corpo del colpevole ma nella qualità della sua persona, nella sua maturità. Per questo motivo, la castrazione chimica non porterà gli effetti sperati”. È quanto afferma ad AsiaNews mons. Pius Riana Prabdi, vescovo di Ketapang (West Kalimantan) e presidente della Commissione episcopale per la pastorale giovanile, commentando l’approvazione da parte di Jakarta di nuove pene per i pedofili.

Il 12 ottobre scorso il parlamento ha votato la legge “Perppu n. 1 anno 2016”, che prevede il trattamento ormonale per i violentatori di minori e sanzioni fino all’ergastolo o la morte.

Secondo mons. Prabdi, questo provvedimento contravviene al dovere morale della società di “educare in modo olistico le persone, crescendole secondo dei valori e nell’educazione familiare. A mio personale parere, la nazione ha fallito in questa materia”. Ridurre le funzioni sessuali della persona, continua il presule, “significa disumanizzare e intaccare la personalità di questi individui, che sono creati ad immagine e somiglianza di Dio”.

Il vescovo di Ketapang cita san Paolo: “Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?” (1 Cor 6:19). La nostra sessualità, afferma mons. Prabdi, “è preziosa e attraverso di essa la persona umana è capace accrescere la sua dignità partecipando alla creazione di Dio”.

La legge, proposta nel 2015, è una revisione della già esistente “n. 23 del 2002” che si occupa della protezione dei bambini. È stata voluta con convinzione dal presidente Joko Widodo – che l’ha definita “una svolta” – a seguito di una serie di episodi di violenza a livello nazionale. Ora l’identità degli aggressori verrà resa pubblica e, nel caso egli sconti la pena in carcere, al suo rilascio dovrà indossare un apparecchio elettronico in grado di tracciarne gli spostamenti.

La legge è criticata dall’Associazione dei medici indonesiani (Idi), che dubita dell’efficacia della castrazione chimica e la giudica contraria al giuramento di Ippocrate. Molti medici si rifiutano di eseguire la pratica.

Diversi attivisti per i diritti umani definiscono il provvedimento “una vendetta legalizzata” contro i pedofili, una legge parziale che non riuscirà a risolvere la radice psicologica del problema della violenza sessuale.

Secondo p. Paulus Christian Siswantoko, segretario della Commissione episcopale per la cura dei migranti, la legge non farà altro che causare controversie all'interno della società: "Secondo me - afferma - il provvedimento non sarà mai implementato del tutto, perché i medici si rifiuteranno di farlo". Approvare leggi controverse e dalla dubbia efficacia, aggiunge, "è molto pericoloso".

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