23/09/2015, 00.00
CINA – VATICANO – USA
Invia ad un amico

Vescovo di Shanghai: Una stretta di mano fra Xi e Francesco muoverebbe il mondo

di Jian Mei
Il presule, mons. Taddeo Ma Daqin, scrive sul suo blog: “Entrambi i leader saranno a Washington il prossimo 24 settembre. Sarebbe meraviglioso vedere in maniera inaspettata una stretta di mano così tanto attesa”. E ricorda: “La Santa Sede fa una politica estera di libertà religiosa, non c’entrano politica o economia”.

Shanghai (AsiaNews) – Il vescovo ausiliare di Shanghai, mons. Taddeo Ma Daqin, ha espresso la speranza che papa Francesco e il presidente cinese Xi Jinping possano stringersi la mano durante la visita che entrambi compiranno il prossimo 24 settembre (nonostante itinerari diversi) a Washington, capitale degli Stati Uniti. Il presule ha pubblicato un articolo sul suo blog lo scorso 21 settembre, dal titolo “Un attesa su due importanti leader, che possano stringersi la mano durante un incontro inatteso”. Il link all’articolo è questo.

Il vescovo Ma è impedito nell’esercizio del suo ministero episcopale dal governo cinese, ma gli è permesso pubblicare sul blog le preghiere del giorno e articoli dal sapore spirituale. Aprendo questo commento mons. Ma dichiara di “essere felice” di vedere il presidente Xi impegnato in una visita di una settimana negli Usa; in concomitanza, papa Francesco visiterà i cattolici americani nel corso di cinque giorni. I due hanno programmi diversi “tuttavia – scrive mons. Ma – ha attirato la mia attenzione il fatto che il 24 settembre arriveranno entrambi a Washington DC”.

Il presule per prima cosa analizza le relazioni diplomatiche fra Cina e Stati Uniti (stabilite nel 1979) che dovrebbero muoversi in armonia, una strada che entrambi i lati dovrebbero riconoscere. Egli cita il suo insegnante all’università Fudan, professore Ni Shixiong, secondo il quale la strada della coesistenza armoniosa e dello sviluppo comune è una strategia vincente per tutti.

Di conseguenza, mons. Ma scrive che la delegazione cinese negli Stati Uniti potrebbe essere lì per cercare un tavolo comune, su cui basare la costruzione della pace per il mondo intero: “Credo che possiamo aspettarci che il presidente Xi e il presidente Obama si scambino una stretta di mano amichevole”.

Il vescovo cinese analizza poi i rapporti fra Santa Sede e Stati Uniti. Anche se il fattore religioso nella politica internazionale sembra essere in genere recesso, può divenire dominante in alcuni casi. Gli Stati Uniti sono con ogni probabilità molto consapevoli di questa verità, e hanno relazioni diplomatiche stabili con il Vaticano. Secondo mons. Ma ci si può immaginare una amichevole stretta di mano fra papa Francesco e il presidente americano.

Subito dopo, mons. Ma si chiede se vi possa essere un progresso nei rapporti fra Cina e Stati Uniti. Ora che la Cina ha relazioni diplomatiche con 165 nazioni, il presule ricorda il ministro degli Esteri di Pechino che alla stampa ha dichiarato che il Paese mette la cooperazione reciproca al cuore delle nuove relazioni internazionali. E ha aggiunto che Pechino manterrà questa rotta di progresso espandendo la diplomazia a tutto campo.

Il vescovo ricorda che la Santa Sede, in senso molto stretto, non è uno Stato ma mantiene lo status di Osservatore permanente presso le Nazioni Unite: “La Santa Sede sostiene le relazioni con l altre nazioni, e questo tipo di rapporti può proteggere la libertà religiosa dei cattolici in quelle nazioni e territori. La Santa Sede mantiene rapporti diplomatici formali con 179 fra Stati e regioni, e la sua politica estera fondamentale è di tipo religioso e umanitario, non politico e di certo senza relazioni con il commercio o con il settore militare”.

“Il nostro presidente Xi e papa Francesco – si chiede in conclusione mons. Ma – avranno l’opportunità ora che sono negli Usa di incontrarsi in maniera inaspettata, e potranno scambiarsi una stretta di mano amichevole così a lungo attesa? Io aspetto questo momento. Se questi due leader così influenti potessero davvero arrivare a questo punto allora non ne sarei colpito soltanto io – che sono un piccolo uomo ai piedi della collina di Sheshan, nei pressi di Shanghai – ma ne sarebbe colpito il mondo intero”.

(La fotografia di questo articolo è un fotomontaggio pubblicato da Forbes)

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Vertice Apec, prima stretta di mano fra Cina e Giappone
10/11/2014
L’idolatria nei confronti di “Xi il Grande” non dissipa le ombre sul viaggio negli Usa
07/10/2015
Il “voltafaccia” di mons. Ma Daqin, una croce per il bene di Shanghai
27/06/2016 09:34
P. Lombardi: Caso Ma Daqin, resta grave la situazione della Chiesa in Cina
11/12/2012
Nonostante l’esilio imposto dal regime, mons. Ma Daqin scrive: “Amo la Cina”
14/09/2012