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» 24/08/2006
Medio Oriente - Europa
Viaggio di Kofi Annan in Europa e Medio oriente, compreso l'Iran

Alle lentezze della comunità internazionale rispondono le minacce di Siria e Hezbollah.



Bruxelles (AsiaNews) - Kofi Annan sta per iniziare un viaggio in Europa e Medio oriente, per tentare di applicare con più forza la risoluzione 1701 sulla fine del conflitto Israele – Hezbollah. Domani il segretario Onu si incontra con i ministri degli esteri dell'UE per spingerli ad essere più generosi nel donare truppe fino a raggiungere la quota 15 mila che dovrebbe spiegarsi al confine israelo-libanese insieme a 15 mila truppe dell'esercito libanese.

Dopo Bruxelles, Annan andrà in Libano e Israele, per incontrare i responsabili dei due governi. Dopo un incontro con l'Autorità Palestinese, viaggerà nel Qatar, Turchia, Arabia saudita, Egitto, Giordania e "probabilmente - sono parole della sua portavoce – in Siria ed Iran".

"La visita in Iran  - ha continuato la portavoce – è per assicurarsi che tutti coloro che hanno un'influenza nell'applicare la risoluzione 1701 usino tale influenza in modo positivo".

Nella comunità internazionale l'Iran è sospettato di armare gli Hezbollah attraverso la Siria e di finanziare anche la "ricostruzione parallela" del Libano, con milioni di dollari offerti dalla milizia sciita direttamente alle vittime dei bombardamenti,scavalcando lo stato libanese.

Tutte le nazioni europee, meno l'Italia, lesinano sul numero di truppe da dare alla forza Onu o preferiscono un impegno di tipo umanitario. Ad ogni modo, Javier Solana, responsabile della politica estera della Ue, ha assicurato di poter garantire per almeno 4 mila soldati.

Domani Kofi Annan offrirà ai membri Ue anche le nuove regole di ingaggio. Nei giorni scorsi molte discussioni vertevano su chi deve disarmare gli Hezbollah e sulla possibilità di sparare per le truppe. Un documento Onu sulle nuove regole – diffuso ufficiosamente da diverse agenzie – sembra dare il permesso ai soldati di sparare per legittima difesa, di usare la forza per proteggere civili, e di resistere a tentativi armati che interferiscono con il dovere delle truppe Onu. L'uso della forza "compresa la forza letale" è autorizzato per difendere i soldati libanesi, se vengono minacciati da gruppi o da persone armate.

Alla lentezza della comunità internazionale fanno da pendant le velate minacce da parte di alcuni degli attori della scena mediorientale. Ieri Bashar Assad ha avvertito che se le truppe Unifil si schiereranno sul confine siro-libanese [considerato il confine da cui gli Hezbollah ricevono armamenti - ndr], Damasco considererà questo "un atto ostile" e minaccia di chiudere la frontiera siro-libanese anche la commercio.

Ieri Ghaleb Abu Zeinab, membro della leadership di Hezbollah, ha avvertito che Toni Blair – in procinto di viaggiare in Medio oriente – "non è benvenuto in Libano". Parlando "non solo a nome degli Hezbollah, ma di tutto il popolo libanese", gli ha detto che i bombardamenti Israeliani di Beirut e del sud libano sono il frutto della politica del premier britannico.

Intanto prosegue il blocco navale israeliano su tutta la costa libanese. Israele ha riaffermato che il blocco continuerà fino a che l'Unifil non sarà totalmente dispiegata. Il blocco navale mira a prevenire rifornimenti in armi agli Hezbollah nel sud. A causa del blocco, almeno 18 mila container non sono arrivati a Beirut. Le industrie mancano di combustibile e manodopera e lavorano al 20% delle loro possibilità.


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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