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  • » 29/03/2016, 11.15

    YEMEN

    Vicario d’Arabia: p. Tom è ancora vivo, false le voci di una sua crocifissione



    Ad AsiaNews mons. Hinder parla di segnali “forti” in base ai quali il salesiano sequestrato dai jihadisti è “nelle mani dei suoi rapitori”. Il presule respinge le notizie di una sua uccisione e definisce un “processo difficile” il lavoro in atto per il suo rilascio. Nel fine settimana blog e media hanno rilanciato la notizia (falsa) della crocifissione del sacerdote indiano. 

    Sanaa (AsiaNews) - Vi sono segnali “forti” in base ai quali p. Tom Uzhunnalil, il sacerdote indiano rapito dai jihadisti che hanno assaltato il compund delle missionarie della Carità di Aden, è “ancora vivo”. È quanto afferma ad AsiaNews mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale (Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen), il quale aggiunge che “dal 4 marzo scorso” il salesiano “è nelle mani dei suoi rapitori”. Il Vicariato respinge ancora una volta, con fermezza, le voci della scorsa settimana, e che hanno ripreso vigore nelle ultime ore grazie a notizie e foto (prive di fondamento) circolate sul web, secondo cui il sacerdote sarebbe stato crocifisso il Venerdì Santo. 

    Mons. Hinder smentisce con forza le voci “diffuse in modo incontrollato” in base alle quali p. Tom “sarebbe stato crocifisso” e aggiunge che “finora nessuno ha fornito prove attendibili” in base alle quali “egli sarebbe stato ucciso”. Il prelato aggiunge inoltre che “nessuna informazione” può essere diffusa in merito al lavoro in atto “per ottenere la liberazione” del sacerdote indiano, per il quale chiede di “continuare a pregare” perché “siamo all’interno di un processo difficile”. 

    Dal 4 marzo scorso p. Tom Uzhunnalil è nelle mani del gruppo jihadista, con tutta probabilità legato allo Stato islamico (SI), che ha massacrato quattro suore di Madre Teresa e altre 12 persone ad Aden, nel sud del Paese. Finora non vi sono state notizie ufficiali sulla sorte del 56enne sacerdote nato a a Ramapuram, vicino a Pala (Kottayam, Kerala), da una famiglia profondamente cattolica. Suo zio Matteo, morto lo scorso anno, anch’egli salesiano, è il fondatore della missione in Yemen.  P. Tom si trova in Yemen da quattro anni.

    All’inizio della scorsa settimana in India sono circolate voci - senza fondamento - di un piano elaborato dai rapitori che prevedeva la tortura, l’uccisione e la crocifissione del sacerdote lo scorso 25 marzo, in concomitanza con il Venerdì Santo in cui si ricorda la passione e morte di Cristo. Si tratta di voci per nulla confermate e smentite a più riprese dai salesiani e dal Vicariato d’Arabia, ma che hanno contribuito ad alimentare i timori sulla sorte del sacerdote indiano. 

    In risposta, la Famiglia salesiana ha chiesto di pregare per p. Tom in occasione del Giovedì Santo e nelle principali celebrazioni dedicate alla Pasqua.

    Nelle ultime ore diversi blog e media hanno diffuso in rete la notizia della uccisione di p. Tom Uzhunnalil, rilanciate durante le funzioni della Pasqua anche dal cardinale di Vienna Christoph Schönborn in base a informazioni errate. Immediata la precisazione del porporato, il quale ha poi corretto il tiro smentendo la notizia della crocifissione. 

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