A Riyadh oltre 200 migranti etiopi rischiano la pena di morte
Secondo Human Rights Watch almeno 65 detenuti etiopi sarebbero in “imminente pericolo” dopo alcune recenti esecuzioni. Molti dei condannati sono migranti fuggiti dalla guerra nel Tigray. Anche la Chiesa etiope chiede un intervento diplomatico urgente per fermare le esecuzioni e garantire assistenza legale ai detenuti.
Riyadh (AsiaNews) - La guerra in Medio Oriente non ha fermato le esecuzioni capitali in Arabia Saudita, dove oltre 200 migranti etiopi rischiano la pena di morte per reati legati al trasporto di sostenze stupefacenti. A lanciare l’allarme è stata Human Rights Watch, secondo cui almeno 65 detenuti si troverebbero in “imminente pericolo” dopo che tre cittadini etiopi sono già stati giustiziati il 21 aprile scorso.
Secondo l’organizzazione, molti dei migranti condannati avevano lasciato la regione etiope del Tigray durante la guerra del 2020-2022, attraversando Yemen e Golfo di Aden nel tentativo di raggiungere il regno saudita per trovare lavoro. Alcuni hanno trasportato khat – una pianta stimolante diffusa e legalmente consumata in alcune aree dell’Etiopia e dello Yemen – senza sapere che in Arabia Saudita la sostanza è considerata illegale.
Le testimonianze raccolte da Human Rights Watch descrivono processi sommari, spesso condotti in gruppo e senza interpreti o assistenza legale. Dai loro racconti emerge che hanno firmato documenti in arabo senza comprenderne il contenuto e, in alcuni casi, sono stati picchiati dalle forze di sicurezza.
Anche il vescovo etiope Tesfaselassie Medhin ha lanciato un appello chiedendo “un’azione diplomatica immediata” per fermare le esecuzioni e proteggere i diritti dei migranti etiopi detenuti nel regno saudita. Secondo il vescovo, molti di loro sono giovani fuggiti da conflitti, povertà e instabilità politica, finiti poi intrappolati in reti di traffico umano lungo una delle rotte migratorie più pericolose del mondo.
Negli ultimi anni migliaia di etiopi hanno cercato di raggiungere l’Arabia Saudita attraversando lo Yemen, ancora devastato dalla guerra. Persone migranti e richiedenti asilo hanno denunciato violenze da parte dei trafficanti lungo il percorso e delle guardie di frontiera saudite. Già nel 2023 Human Rights Watch aveva accusato le forze saudite di aver ucciso centinaia di migranti etiopi al confine con lo Yemen, parlando di possibili “crimini contro l’umanità”.
Secondo i dati citati dall’organizzazione, l’Arabia Saudita ha registrato un numero record di esecuzioni negli ultimi due anni: 345 nel 2024 e 356 nel 2025, di cui una parte significativa riguarda cittadini stranieri condannati per reati di droga non violenti.
Human Rights Watch ha anche chiesto al governo etiope e ai suoi rappresentanti diplomatici in Arabia Saudita di intervenire immediatamente per garantire assistenza consolare ai detenuti, ma finora Addis Abeba non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla vicenda.
Nel frattempo, centinaia di migliaia di lavoratori etiopi continuano a vivere e lavorare nel regno saudita, spesso in condizioni precarie e senza adeguate tutele legali, una situazione ulteriormente aggravata dalla crisi in Medio Oriente, che sta avendo ripercussioni su diverse categorie di lavoratori migranti nel Golfo.
03/02/2023 12:48
10/06/2022 13:05





