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  • » 07/07/2016, 10.53

    SIRIA

    Vicario di Aleppo: La tregua porti sollievo a una popolazione stremata dai bombardamenti



    Per mons. Georges Abou Khazen nella metropoli del nord la situazione “continua a essere dura”. La gente ha paura a festeggiare in strada l’Eid al-Fitr nel timore di attacchi. Migliora l’erogazione di luce e acqua. Dalla Chiesa campi estivi e momenti di svago per una comunità martoriata. Il grazie a papa Francesco per il sostegno e la solidarietà. 

    Aleppo (AsiaNews) - La situazione ad Aleppo “continua a essere dura”, combattimenti e lanci di razzi e mortai sui quartieri civili “proseguono senza sosta”; la gente ha timore “a scendere in strada per celebrare la festa di Eid al-Fitr”, che segna la fine del Ramadan, il mese sacro islamico di digiuno e preghiera. È quanto racconta ad AsiaNews mons. Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo dei Latini, una realtà segnata da anni di guerre e violenze e da qualche tempo diventata l’epicentro del conflitto siriano. Il prelato sottolinea al contempo alcuni (piccoli) miglioramenti: “La luce viene erogata per due o tre ore al giorno - spiega - e anche l’acqua arriva ormai in quasi tutti i quartieri, una bella notizia visto il clima caldo del periodo”. 

    Ieri pomeriggio, con un annuncio a sorpresa, l’esercito siriano ha dichiarato un cessate il fuoco unilaterale di 72 ore in tutto il Paese, in concomitanza con i festeggiamenti per la fine del mese sacro dell’islam. Il “regime di silenzio” resterà in vigore, secondo quanto riferiscono i militari, “fino alla mezzanotte di venerdì 8 luglio”. 

    In precedenza il presidente siriano Bashar al-Assad era comparso in pubblico al di fuori della capitale Damasco - un evento assai raro in questi ultimi anni di guerra - partecipando a una preghiera per l’Eid al-Fitr in programma a Homs. Una città anch’essa a lungo al centro di violenze nel contesto di un conflitto quinquennale che, finora, ha causato oltre 250mila morti e milioni di sfollati, originando una delle peggiori crisi umanitarie della storia. 

    L’annuncio della tregua, racconta ad AsiaNews mons. Georges Abou Khazen, “è una bella notizia, speriamo davvero che duri. È un’occasione per dare un po’ di respiro alla popolazione, permetterle di festeggiare, sebbene ad Aleppo e attorno alla città combattimenti e bombardamenti proseguono senza sosta”. 

    I cosiddetti gruppi ribelli, che controllano il settore orientale della capitale del nord della Siria, “proseguono con i bombardamenti dei quartieri civili” sottolinea il presule. Si tratta di “colpi isolati”, ma che incutono timore, mentre “attorno alla città” fino al tardo pomeriggio di ieri erano in atto “forti combattimenti”. Dietro gli attacchi vi sono i gruppi ribelli e le fazioni estremiste, fra cui i miliziani di al-Nusra (al Qaeda in Siria); i jihadisti dello Stato islamico si trovano ancora a circa 20km dalla metropoli. 

    Intanto la comunità musulmana di Aleppo cerca, per quanto possibile, di celebrare la festa di Eid al-Fitr. “La povera gente aspetta la festa - racconta il vicario apostolico - per comprare vestiti, cibo, cucinare piatti migliori; tuttavia il caro vita, la povertà, il pericolo di violenze sono una costante e colpiscono tutti, a prescindere dalla fede”. In questa festa, prosegue, di solito le persone “escono per strada, nei giardini pubblici per festeggiare ma oggi non è possibile, perché è troppo elevato il rischio di essere colpiti. Ci si sposta il minimo indispensable, cercando di non esporsi troppo”. 

    In questo contesto i cristiani “cercano di portare avanti le loro attività”, come avviene in parrocchia “con i gruppi, le famiglie, i bambini” spiega mons. Abou Khazen. Fra le varie iniziative, racconta il prelato, quella di portare a turno dei gruppi - famiglie, bambini, etc - in una località nei pressi di Latakia, da poco riaperta, “per trascorrere qualche giorno di vacanza e staccare dalle violenze della città”. E ancora, “i campi estivi per studenti aperti assieme ai salesiani”, durante i quali “intratteniamo i bambini, diamo loro un pasto caldo, li facciamo giocare, studiare, sfogarsi…”. 

    Il vicariato di Aleppo ha inoltre allestito una piscina e alcuni campi da gioco “per le famiglie, ma soprattutto per i più piccoli”, che sono i primi a subire i traumi della guerra e in molti casi “non hanno un posto dove andare, e di certo non si possono permettere una vacanza”. 

    Anche se i giovani del vicariato non potranno partecipare alla Giornata mondiale della Gioventù, in programma a fine mese a Cracovia, in Polonia, la Chiesa si sta organizzando “per celebrare una giornata in contemporanea con la Gmg, sempre grazie all’aiuto dei salesiani. Il nostro obiettivo - spiega il vicario - è far sentire partecipi anche i nostri giovani”.

    E poi un ringraziamento speciale rivolto a papa Francesco, che anche in questi giorni ha mostrato la propria vicinanza alla Siria e al suo popolo. In un videomessaggio in occasione della campagna per la pace in Siria promossa dalla Caritas Internationalis sul tema “Siria, la pace è possibile”, il pontefice ha sottolineato che “tutti devono riconoscere che non c’è una soluzione militare”, ma solo una politica. “Francesco - sottolinea il vicario di Aleppo - ha a cuore la nostra condizione ed è sempre informato di tutto ciò che accade. Speriamo che i suoi messaggi vadano a buon fine, perché serve solo la volontà della comunità internazionale, delle grandi potenze”. Da ultimo egli rinnova l’appello contro le armi: “Basta venderle, basta trafficarle - conclude il prelato - perché sono un mezzo di distruzione. La convivenza è possibile, ma solo attraverso la pace e la riconciliazione”.(DS) 

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