05/06/2012, 00.00
CINA - RUSSIA

Vladimir Putin a Pechino, con in mente il commercio e l'Eurasia

Wang Zhicheng
Nella sua prima visita di Stato, dopo la sua elezione a presidente, Putin firmerà 17 accordi economici per portare il volume degli scambi a 100 miliardi di dollari Usa nel 2015. La partecipazione alla Shanghai Cooperation Organization per rafforzare i legami di sicurezza e commerciali, e costruire una regione eurasiatica "sempre più influente" nella riforma del sistema monetario e finanziario mondiale.

Pechino (AsiaNews) - Il presidente cinese Hu Jintao ha incontrato quest'oggi Vladimir Putin, nella sua prima visita alla Cina dopo la rielezione a presidente della Russia. La visita di Stato durerà da oggi fino al 7 giugno. In essa è compresa anche la sua partecipazione al 12mo Incontro dei capi di Stato membri della Shanghai Cooperation Organization (Sco), che si tiene domani e dopodomani.

Il leader russo ha al suo seguito sei ministri insieme ai capi della Gazprom e altre aziende energetiche. Si prevede che Russia e Cina formeranno almeno 17 accordi commerciali portando - secondo le previsioni - il volume dei commerci fino a 100 miliardi di dollari Usa nel 2015 e 200 miliardi nel 2020.

Molti media internazionali sottolineano che il problema più importante di cui Putin e Hu hanno parlato è la tragica situazione della Siria. Ma senza escludere questo - Mosca e Pechino sono alleati nel prevenire ogni intervento militare esterno nel Paese del Medio Oriente - la visita ha un molto più grande valore geopolitico. Una maggiore alleanza economica fra Cina e Russia metterebbe insieme un Paese con un'alta crescita e assetato di energia con un Paese fra i più ricchi di energia.

Un editoriale della Xinhua di oggi sottolinea che questi passi potrebbero rendere "la regione dell'Eurasia una delle più dinamiche del mondo".

Uno strumento ancora più importante per raggiungere questo scopo è proprio la Sco. Fondata nel 2001, la Sco era conosciuta all'origine come lo "Shanghai 6", e comprendeva la Cina, la Russia e le quattro repubbliche ex sovietiche: Kazakistan, Tagikistan, Uzbekistan e Kirghizistan. All'inizio il suo scopo era di esercitare una comune vigilanza sulla sicurezza e contro il terrorismo (soprattutto islamico). Ma il gruppo è divenuto sempre più un luogo di scambio e di aiuto economico, a cui oggi partecipano anche l'India, l'Iran, la Mongolia e il Pakistan come osservatori, la Bielorussia e lo Sri Lanka come partner. Nell'incontro di domani si dovrebbero aggiungere anche l'Afghanistan, come osservatore, e la Turchia come partner nel dialogo. Il summit vuole anche spingere alla costruzione di una rete di trasporti transnazionali, oltre che a fondare una banca regionale.

L'editoriale della Xinhua spiega che grazie "a queste due ruote", l'economia e  la sicurezza, la Sco sta diventando un "sempre più influente gruppo regionale". Rafforzando i legami fra Cina e Russia, esso potrà far sentire la sua voce in una possibile riforma del sistema monetario e finanziario internazionale.

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