23/05/2007, 00.00
CINA - STATI UNITI
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Washington chiede a Pechino impegni concreti su valuta e commercio

La vicepremier Wu è negli Stati Uniti, a capo di una delegazione del massimo livello, per discutere di commercio, economia, energia e collaborazione industriale. Il cambio dollaro-yuan, la sicurezza dei prodotti alimentari cinesi, la proprietà intellettuale sono tra le questioni discusse.

Washington (AsiaNews/Agenzie) – E’ iniziata la visita della vicepremier cinese Wu Yi a Washington per il secondo incontro del Dialogo strategico economico. La Cina insiste sull’importanza di risolvere i contrasti tramite “il dialogo”, ma Washington si aspetta “risultati concreti”. Ieri e oggi si svolgono i colloqui tra Wu e il segretario Usa al Tesoro Henry Paulson per discutere di commercio e di economia. Previsti anche incontri con membri del Congresso, mentre domani si recherà alla Casa Bianca dal presidente George W. Bush e poi vedrà importanti uomini d’affari.

All’inizio dei due giorni di incontri con Paulson, Wu ha insistito che i due Paesi debbono essere partner e non rivali, agire con la giusta pazienza ed evitare qualsiasi “politicizzazione dei problemi commerciali ed economici” che “li complicano soltanto”. La Cina vuole evitare il protezionismo commerciale più volte minacciato e in parte applicato dagli Stati Uniti. Secca la risposta di Paulson che ha ricordato come Pechino non abbia adottato le riforme da tempo chieste e che ha ribadito come a Washington non basta il semplice “dialogo” ma si aspetta “che le parole siano seguite dall’azione”. Il Congresso Usa spinge l’amministrazione Bush ad agire per contenere il crescente disavanzo commerciale del Paese verso la Cina, arrivato nel 2006 a 232,5 miliardi di dollari.

Duncan Hunter, candidato repubblicano per la presidenza, ha detto che “gli Stati Uniti hanno perso 1,8 milioni di posti di lavoro” a causa della concorrenza delle manifatture cinesi. Molte imprese hanno, infatti, portato in Cina parte della produzione, per beneficiare dell’economica forza lavoro.

Tra i problemi in discussione ci sono il cambio dollaro-yuan e la sicurezza dei prodotti alimentari, esplosa all’attenzione generale dopo la morte in Usa di animali domestici che hanno mangiato prodotti cinesi adulterati. Irrisolta è anche la tutela della proprietà intellettuale chiesta dagli Stati Uniti, ma poco applicata in Cina. Pechino potrebbe anche togliere il limite alla partecipazione di capitale estero nelle banche cinesi, adesso fissato per le più importanti al 25% delle azioni.

Anche l’Unione europea preme perché Pechino adotti un cambio più flessibile dello yuan. Il deficit commerciale europeo verso la Cina è cresciuto del 30% nei primi due mesi del 2007.

Wu è accompagnata da una delegazione di massimo livello, che porta avanti colloqui paralleli con la controparte Usa. Il segretario Usa all’Energia Sam Bodman e il dirigente della pianificazione statale cinese Ma Kai discutono la collaborazione nel mercato petrolifero, nonché per sviluppare impianti di energia “pulita” e per diminuire le emissioni inquinanti.

Intanto i presidenti Li Ruogu della Import-Export Bank di Cina e James Lambright della Import-Export Bank degli Stati Uniti hanno siglato un memorandum per un accordo finanziario che coprirà le esportazioni Usa superiori a 20 milioni di dollari. Li ha commentato che “questo accordo farà espandere l’export e l’occupazione Usa e spingerà l’aumento del commercio con la Cina”.

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