27/03/2010, 00.00
LAOS – STATI UNITI
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Washington guarda al Laos per contenere l’espansione della Cina

La piccola nazione asiatica al centro degli interessi delle due superpotenze mondiali. Gli Stati Uniti intendono rafforzare programmi di sviluppo nel settore ambientale, umanitario, commerciale e militare. Le dighe cinesi sul Mekong minacciaNo l’ecosistema di tutto il Sud-est asiatico.

Vientiane (AsiaNews/Agenzie) – Per bilanciare l’espansione della Cina nella regione del Sud-est asiatico, gli Stati Uniti intendono rafforzare la cooperazione con il Laos. Dopo decenni di sospetti e incomprensioni, che si trascinano dai tempi della guerra in Vietnam, Washington ha avviato un programma bilaterale di sviluppo economico che toccherà quattro settori chiave: la tutela dell’ambiente nell’area del fiume Mekong; il rafforzamento degli scambi commerciali; programmi mirati nel settore umanitario, fra cui la bonifica dei terreni che nascono ancora milioni di bombe inesplose; la collaborazione fra i due eserciti, con un addestramento mirato che include anche l’insegnamento dell’inglese.

Il governo di Vientiane mostra un atteggiamento di “prudente apertura” verso le proposte americane. Una decisione, spiega un lunga analisi pubblicata da Asia Times, necessaria “per controbilanciare la crescente influenza cinese nel Paese”. Una parte dei laotiani accoglie con favore i legami fra il piccolo Stato e il gigante asiatico, che garantisce una circolazione maggiore di beni e capitali. Tuttavia si fa sempre più concreto il pericolo di “una dominazione cinese”, acuita dall’invasione di lavoratori che “minaccia la sovranità nazionale” del Laos. A questo si aggiugono gli effetti delle dighe cinesi alla fonte del fiume Mekong, che determinano gravi ripercussioni sul clima e sull’ecosistema ambientale di tutta la regione.

A sostenere un miglioramento delle relazioni fra Vientiane e Washington vi è anche il Vietnam, a lungo il miglior alleato del Laos, che giudica con preoccupazione il dominio sempre più marcato della Cina. Infatti Pechino, dopo due decenni di “guerra fredda” negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, a partire dalla crisi asiatica del 1997 ha avviato programmi “generosi” di assistenza al Laos fra cui sussidi, prestiti a basso tasso di interesse e assistenza tecnica. La Cina, a differenza di altre nazioni occidentali, non si cura della questione dei diritti umani in base al principio di non ingerenza negli “affari interni” di un altro Paese. Un aspetto che preme maggiormente all’Unione europea e agli Stati Uniti, che ha condizionato i commerci fra il Laos e l’Occidente a tutto vantaggio di Pechino.

Per riallacciare i rapporti fra Washington e Vientiane, questo mese Kurt Campbell, vice-segretario di Stato Usa con delega all’Asia dell’est e al Pacifico, ha compiuto due giorni di visita in Laos nel contesto di un più ampio tour in Asia. Egli ha sottolineato la volontà dell’amministrazione Obama di avviare “un rapporto di alto profilo” con il Paese e di migliorare, in generale, la cooperazione con le nazioni del Sud-est asiatico.

Il governo Usa vuole avviare progetti innovati fra cui il Lower Mekong Initiative, a tutela dell’ambiente e dell’ecosistema che ruota attorno al fiume asiatico. Esso coinvolge anche la Thailandia, la Cambogia e il Vietnam. A questo si aggiunge il programma di bonifica dei terreni, sotto i quali si nascondono ancora milioni di bombe inesplose, che ogni anno mietono vittime fra la popolazione civile.

A fronte di scambi commerciali ancora insufficienti rispetto a Cina e Vietnam, Washington ha tuttavia quadruplicato in due anni il volume di affari, passando da 15 milioni di dollari del 2006 ai 60 milioni del 2008. Tra i progetti umanitari vi sono programmi specifici per garantire sostentamento e lavoro agli ex-coltivatori di oppio, assistenza medica e tutela ambientale. Da ultimo il proposito di espandere le relazioni a livello militare fra i due Paesi, attraverso l’insegnamento dell’inglese e un migliore addestramento delle truppe laotiane.

 

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