09/03/2017, 15.12
CINA

Wei Jinsheng: “Da liberale, Xi è divenuto un dittatore”

L’atteggiamento di Xi porterà al collasso del regime comunista. Egli pensa di essere più forte di Mao Zedong, ma oggi come oggi, per Xi è del tutto impossibile ingannare i cinesi con il Marxismo-Leninismo. Una valutazione dei primi cinque anni di governo di Xi ad opera del grande dissidente.

Pechino (AsiaNews) – Nella capitale si stanno tenendo le “due conferenze” annuali. Quest’anno l’Assemblea nazionale del popolo e la Conferenza politica consultiva del popolo cinese segnano la fine degli ultimi cinque anni di governo di Xi jinping e determinano il prossimo mandato dell’amministrazione Xi. Esse sono anche le fasi preliminari per il 19mo Congresso del Partito comunista cinese (Pcc). I media cinesi e stranieri, come anche diversi analisti sono molto preoccupati per queste “due sessioni”. Le analisi occidentali hanno stilato una scheda di valutazione per il primo termine di governo di Xi Jinping, in essa si evidenzia che a) la realtà della Cina deve essere riformata perché “la sua economia è forte, ma con un grave spreco”; b) l’audace giuramento che Xi Jinping ha fatto nella scena internazionale non corrisponde alle sue performance degli ultimi cinque anni; e c) la combinazione di potere e benessere in Cina sta accrescendo la disparità fra ricchezza e povertà. Quindi, l’ecologia politica e l’ambiente sociale cinesi stanno progredendo oppure durante gli ultimi cinque anni di governo di Xi Jinping sono regrediti? Da dove arriva il rischio più grande per il regime di Xi? Dov’è la “società legale” che Xi ha promesso di stabilire?

Wei Jinsheng afferma che le parole “Xi cuore della leadership” sono state menzionate più volte dai funzionari del Pcc, ciò mostra che non tutte le voci all’interno della leadership comunista sono convinte; questo motiva la necessità di ripetere la frase [di continuo]. Dopo l’era di Mao Zedong, la parola “leader” era menzionata di rado poiché in cinese questo termine è associato ai dittatori. Ora però questa parola è riapparsa di nuovo e indica che Xi Jinping potrebbe voler instaurare una dittatura. Così, tutti sono obbligati a riferirsi a lui come leader, su sua richiesta.

 

Wei Jinsheng cita il detto: “La posizione delle tue idee è indicata da dove poggi il sedere”. Una volta Xi Jinping ha detto che avrebbe imparato da Chiang Ching-kuo (della Repubblica di Cina) ad aprire il Paese alla libertà d’espressione e a revocare il divieto di formare partiti politici, ma i risultati – dopo la sua entrata in carica – si sono allontanati sempre più da quanto aveva affermato. Per Wei jinsheng il sistema comunista è diverso dal sistema democratico, perché necessita una leadership dittatoriale per riunire le persone. Dunque, questo tipo di sistema non sarà poi molto diverso dall’era di Mao Zedong. Wei jinsheng sostiene che quando Xi Jinping è salito al potere, egli era adulato da molti e per questo motivo ha perso la testa ed è cambiato. Quando una persona siede sulla sedia di un dittatore, egli diventerà un dittatore senza saperlo. Mao Zedong ne è stato un esempio. Anche Xi Jinping sembra essere stato corrotto dal potere che possiede nelle proprie mani. Questo sistema decide ogni cosa, mentre le “due sessioni” sono come vasi carini e delle veline e non danno alcuna restrizione alla funzione di Xi, anzi al contrario lo elogiano. Durante i primi anni dopo la fondazione del Partito, molti giovani si sono uniti ad esso per cercare i valori di democrazia e libertà. Ma il Partito comunista è diventato un autocratico regime dittatoriale e ciò ha portato molti anziani membri comunisti ad affermare che esso è peggio del Kuomintang (Kmt). Dopo essere salito al potere, Xi Jinping non solo ha offeso i cinesi e aumentato le disparità fra ricchi e poveri, ma ha anche creato molti nemici all’interno del Partito e scatenato un disastro diplomatico – queste sono le ragioni dell’instabilità politica cinese. Wei jinsheng afferma: “Xi vuole utilizzare il potere per fare grandi cose. Ma noi abbiamo visto quali sono le grandi cose che sta facendo. Ora Xi Jinping riduce sempre di più la libertà di parola, per non menzionare il fatto che non ha ancora eliminato la norma che proibisce la nascita di nuovi partiti politici. Egli ha anche arrestato molte persone tra gli avvocati per i diritti umani, considerandoli come organizzazioni proibite. Questo modo di fare prova che Xi non è affatto come Chiang Ching-kuo. Inoltre quali sarebbero le grandi cose che ha intenzione di fare? Diventerà un dittatore sempre più autoritario e le persone vivranno sempre peggio. Questo condurrà a nient’altro che al crollo del regime comunista”.

La cosiddetta “anticorruzione” di Xi è solo un accentramento del potere nelle sue mani. Egli non ha arrestato famosi funzionari corrotti; al contrario ha arrestato i suoi oppositori politici e incarcerato i funzionari che gli disobbedivano. Il popolo cinese ha osservato queste azioni ed è contrariato dalla sua “anti-corruzione”.

Wei jinsheng sostiene che la crescente restrizione della libertà d’espressione sotto Xi Jinping sta per diventare ancora più dura di quella che c’era durante la Rivoluzione culturale. Xi Jinping impedisce spesso alla gente di usare media creati dai cittadini, ed essi non possono dire nulla a riguardo. Nell’ideologia del Partito comunista, lo stato di diritto è visto come un’arma da utilizzare contro i propri nemici, e secondo il regime questa è l’essenza stessa della legge. Ciò è ciò che tutti dovrebbero riconoscere.

In una società sana, che segue uno stato di diritto, le persone supervisionano il governo, rendendo difficile la corruzione fra i funzionari. Ma in Cina, le persone sono represse quando presentano petizioni contro i funzionari che commettono irregolarità. Lo stato di diritto è diventato per Xi Jinping lo strumento con cui punire i dissidenti che non sono d’accordo con lui. Egli aveva affermato che avrebbe “governato il Paese con la legge”, ma lo stesso Partito comunista non è tenuto a rispettare la legge, come ad esempio dare ai cittadini la libertà d’espressione che pure è garantita dalla legge cinese. La legge è solo un’arma che il regime comunista cinese usa contro il popolo.

Wei Jinsheng afferma che da quando è al potere, Xi Jinping continua a “svoltare a sinistra”, mentre lo stato di diritto in Cina è regredito al livello in cui era durante il periodo della Rivoluzione culturale. In passato, quando Deng Xiaoping “ha svoltato a destra mentre segnalava la svolta a sinistra”, la Cina poteva ancora essere mantenuta in un progresso economico. Ma Xi Jinping vuole riesumare l’era di Mao attraverso la repressione, che sfocerà senza dubbio nel collasso definitivo del regime comunista. Xi Jinping potrebbe pensare di essere più forte di Mao Zedong, ma oggi come oggi, per Xi è del tutto impossibile ingannare i cinesi con il Marxismo-Leninismo.

Tratto da VOA: https://www.youtube.com/watch?v=cE9_naPUl_E&feature=youtu.be

 

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