23/11/2012, 00.00
INDONESIA

West Sumatra, islamisti fomentano la “cristianofobia”: nel mirino scuole, chiese e negozi

Mathias Hariyadi
Da giorni monta una violenta campagna contro la minoranza cristiana. Un pretesto usato dalla leadership locale per distrarre i cittadini dai problemi, fra cui giustizia e lotta alla corruzione. L’opera del vescovo di Padang per il dialogo e i “buoni rapporti” coi musulmani. Una chiesa rischia di chiudere per la presunta mancanza del permesso di costruzione.

Jakarta (AsiaNews) - Nel distretto di West Pasaman, provincia indonesiana di West Sumatra, contraddistinta da una forte componente islamica estremista, alcuni gruppi locali - sostenuti dai vertici dell'amministrazione - hanno lanciato una violenta campagna anti-cristiana. E come accadeva ai tempi del regime di Suharto (1967-1998), il governo alimenta le divisioni su base etnica e confessionale, per distrarre l'opinione pubblica e la popolazione dai veri problemi della gente, fra cui giustizia e diritti, politiche di sviluppo e una lotta seria ed efficace contro la corruzione. Intanto il vescovo di Padang, preoccupato dalla crescente "cristianofobia", cerca di mediare mantenendo "buoni rapporti" con i diversi gruppi e rappresentanze di cittadini, compresa l'ala musulmana moderata.

L'ondata di "cristianofobia" nella terza isola per grandezza dell'arcipelago indonesiano ha assunto contorni preoccupanti nei giorni scorsi, quando hanno iniziato a montare le proteste di piazza. Il 19 novembre una folla ha marciato per le vie del distretto di West Pasaman, per manifestare contro "la crescente presenza" di "istituti scolastici cattolici e protestanti" nella regione. In testa ai cortei vi erano esponenti e leader di gruppi estremisti islamici, che hanno lanciato slogan e urla contro scuole, chiese ed edifici commerciali di proprietà della minoranza religiosa.

Tra i molti cartelli che campeggiavano fra la folla, uno ricordava che è "moralmente obbligatorio per le famiglie musulmane, non mandare i propri figli a scuola in istituti cristiani e cattolici". Un'altra scritta inneggiava alla chiusura "di caffè e negozi cristiani". E il timore concreto è che la campagna di odio e di ostracismo possa assumere contorni ancor più foschi e violenti.

Fra gli obiettivi dei manifestanti vi era anche la chiesa cattolica di Sumber Karya, a West Pasaman; per questo i responsabili locali hanno preferito annullare i lavori di ampliamento e ristrutturazione, per scongiurare nuove tensioni. Fra i motivi alla base dell'attacco all'edificio, la presunta mancanza del permesso di costruzione - il famigerato Izin Mendirikan Bangunan (Imb) - un pretesto più volte usato per colpire opere, centri e luoghi di culto cristiani in Indonesia. Un sacerdote della zona spiega ad AsiaNews che sono state adempiute tutte le procedure per ottenere il permesso, ma le autorità oppongono resistenze.

Dopo Aceh, la sola in cui vige la Sharia, la provincia di West Sumatra è la seconda del Paese per numero di musulmani in rapporto alla popolazione e presenta molte affinità con la prima, fra cui il riferimento a pratiche e a norme che si ispirano all'islam e al Corano. Essa è anche teatro di attacchi contro leader politici vicini alle minoranze, come avvenuto lo scorso anno ai danni del leader cattolico Supri, accusato di "cristianizzare" la zona. Oltre a scagliare sassi e pietre contro la sua abitazione, gli estremisti lo hanno più volte minacciato, intimandogli di convertirsi e abbracciare la fede di Maometto. Secca la sua risposta: "Non cambierò mai religione" ha affermato Supri. 

 

 

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