10/08/2019, 08.00
HONG KONG-CINA
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Willy Lam: La Cina non manderà soldati ad Hong Kong prima di ottobre

Per il grande commentatore politico e giornalista, Xi Jinping è troppo desideroso di fare “bella figura” di fronte al mondo e non può “perdere la faccia” prima della festa per i 70 anni della repubblica popolare cinese. La denuncia delle collusioni fra mafia e polizia cinese. Poliziotti antisommossa dal Guangdong usati nelle file della polizia di Hong Kong. Il risveglio della società civile e delle comunità religiose in Cina spingono il regime alla repressione, ma i suoi giorni sono contati.

Hong Kong (AsiaNews/Rfa) – Per Willy Lam, commentatore politico ed esperto giornalista, oltre che accademico all’Università cinese di Hong Kong, l’esercito di Pechino non interverrà nelle tensioni del territorio, legate alla legge sull’estradizione, almeno fino al primo Ottobre, quando nel continente è programmata la festa per i 70 anni della fondazione della Repubblica popolare cinese. Per Lam, Xi Jinping è troppo desideroso di fare “bella figura” di fronte al mondo e non può “perdere la faccia” con un intervento militare che decreterebbe la fine del principio “un Paese, due sistemi” su cui si fonda lo stile liberale del territorio di Hong Kong. In compenso, per Lam, poliziotti cinesi dal Guangdong sono già presenti fra le file dei poliziotti di Hong Kong, vestendo le loro uniformi, per fermare quella che per Pechino è divenuta una pericolosa “rivoluzione colorata”.

Ecco il testo completo dell’intervista di Willy Lam a Rfa Cantonese Service. Traduzione in italiano di AsiaNews.

 

Pechino manderà l’esercito della liberazione del popolo (Pla) per controllare le agitazioni di Hong Kong?

Posso dire per certo che Xi Jinping non sta nemmeno considerando di mandare il Pla prima delle celebrazioni della Festa nazionale del 1° ottobre. La ragione è molto semplice: il 1° ottobre essi celebreranno il 70 anniversario della fondazione della Repubblica popolare cinese e il presidente Xi ha già preparato in piazza Tiananmen la più grande dimostrazione di forza militare di sempre. Ogni spiegamento del Pla ad Hong Kong prima di quella data, rovinerebbe l’atmosfera festiva, perché indicherebbe la fine del criterio di un Paese, due sistemi. E umilierebbe la Cina agli occhi del mondo, a sarebbe una perdita della faccia per il presidente Xi.

Una completa macchina dello Stato per mantenere la stabilità, ossia la macchina di uno Stato poliziesco, era già cominciata sotto i presidenti Jiang Zemin e Hu Jintao, ma essa è divenuta ancora più potente da quando Xi Jinping ha preso il potere. Essa ora comprende elementi high-tech, come intelligenza artificiale e grande raccolta di dati, e il sistema di credito sociale. Così, possiamo dire che ci sono molti modi in cui la macchina dello Stato poliziesco ha già attraversato il fiume da Shenzhen a Hong Kong. L’esempio più evidente è lo spiegamento di un largo numero di poliziotti del continente ad Hong Kong, dopo che Pechino ha deciso che le proteste all’inizio di giugno erano una ‘rivoluzione colorata’. I ranghi delle forze anti-sommossa di Hong Kong comprendono ora poliziotti anti-sommossa del nord, che vestono le uniformi della polizia di Hong Kong.

E cosa dice a proposito della gente che in maglietta bianca ha attaccato i dimostranti in maglietta nera a North Point, dove i manifestanti stavano circondando la stazione di polizia?

La cooperazione fra la polizia cinese e le organizzazioni mafiose (triadi) data da diversi decenni. La polizia cinese e le forze di polizia armate le hanno sempre usate per risolvere problemi in modi che non si possono esporre alla luce del sole. Per esempio, nell’uso della violenza per espropriare terreni ai contadini. Ciò permette loro di sfuggire ad ogni responsabilità legale. Ma questo tipo di collusione fra polizia e gang mafiose, per attaccare comuni cittadini non si vedeva ad Hong Kong da più di un secolo.

Il movimento anti-estradizione di Hong Kong è divenuto il “cigno nero” per la Cina popolare. Dal 9 giugno, da quando un milione di persone è sceso in strada, la società intera di Hong Kong, ad ogni livello e da ogni settore, si è unita contro il governo. Ora il movimento ha ampliato le sue domande fino a chiedere elezioni pienamente democratiche. La principale preoccupazione di Xi Jinping ora è come dispiegare la sua macchina per la stabilità per riportare Hong Kong all’obbedienza.

Ma ora l’economia cinese sta avendo problemi. Non è così?

La Cina sta affrontando una seria crisi finanziaria ed è in pratica insolvente; in tal modo, lo status di Hong Kong come centro internazionale di finanza, per la Cina è ancora più importante oggi che in passato. Il governo cinese potrebbe anche iniziare a chiedere una “collaborazione pubblico-privato” con l’economia di Hong Kong. Ma la gente di Hong Kong non domanda solo un reale suffragio universale; essi amplieranno la lotta anche alle attività economiche e finanziarie. Sempre più personalità del business e della classe media romperanno il silenzio.

E anche se il Partito comunista cinese continua a sopprimerli, in ogni momento in Cina stanno sorgendo sempre più organizzazioni della società civile. Per esempio: il numero di protestanti e cattolici potrebbe superare il numero dei [quadri] comunisti a livello nazionale. Poi ci sono i gruppi di veterani che spesso fanno dimostrazioni; poi vi sono poi un gran numero di rimostranze nel Paese e infine vi è la resistenza ad Hong Kong. Tutto ciò non è qualcosa a lungo termine si possa risolvere con la macchina della stabilità. Più grande la pressione, più grande la resistenza. Nelle ultime settimane, la continua lotta della gente di Hong Kong ha ispirato la società civile nella Cina popolare, a Taiwan, nel Sudest asiatico e nel resto del mondo. Prevedo che il regime di stabilità voluto dalla dittatura del partito comunista cinese non rimarrà efficace ancora per molto tempo.

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