08/08/2019, 10.48
CINA
Invia ad un amico

Xi Jinping ritorna a Mao per consolidare il suo potere

di Willy Wo-Lap Lam

Il ritorno alle “aspirazioni originali” nel Partito è il nuovo slogan lanciato dal “presidente a vita” per piegare i quadri al suo dominio. Ma intanto la “guerra dei dazi” e l’economia interna mettono a repentaglio i successi della sua politica.

Hong Kong (AsiaNews) – Il ritorno alle “aspirazioni originali” nel Partito è il nuovo slogan lanciato dal “presidente a vita” per piegare i quadri al suo dominio sempre più incontrastato. È la tesi sostenuta dal prof. Willy Wo-Lap Lam, docente della Chinese University di Hong Kong (Cuhk) ed autore di diversi saggi sulla Cina. Il tentativo di Xi di piegare tutti i quadri sotto di sé non sta avendo però successo. Anche la “guerra dei dazi” e a non florida economia interna mettono a repentaglio la retorica del suo potere assoluto. Ecco la sua analisi, per gentile concessione della Jamestown Foundation. (Traduzione a cura di AsiaNews).

Introduzione

Pechino si sta preparando ad ospitare una serie di importanti incontri e anniversari nei prossimi mesi. Il primo di questi sarà l’annuale ritiro estivo della leadership anziana presso il resort di Beidaihe all'inizio di agosto, quando gli attuali membri del Politburo del Partito Comunista Cinese (Pcc) si incontreranno con quadri in pensione – in particolare, gli ex membri del Comitato permanente del Politburo (Pbsc) (Financial Review, 19 agosto 2016; SCMP, 8 agosto 2018). L’evento successivo sarà una parata militare dalle dimensioni senza precedenti che avrà luogo il prossimo primo ottobre, quando la leadership commemorerà il 70mo anniversario della Repubblica popolare cinese (Rpc). È previsto lo sfoggio di un arsenale militare all'avanguardia, come il missile balistico intercontinentale Dong Feng 31AG ed il jet da combattimento stealth J-20. Saranno inoltre esposti veicoli super sofisticati dell'ambizioso programma cinese per l’esplorazione dello spazio (Ming Pao [Hong Kong], 19 luglio). I piani preliminari per una celebrazione potenzialmente ancora più grande – il centesimo compleanno del Pcc a metà del 2022 – sono già sul tavolo dei progetti.

In mezzo a tali preparativi, e a importanti questioni come i colloqui commerciali con gli Stati Uniti, il segretario generale del Pcc Xi Jinping ha invitato i membri del Partito ad abbracciare gli ideali della storia del Pcc e della pratica comunista. Nel fare ciò, il tono che il presidente Xi sfodera non evoca il futuro: guarda piuttosto al passato, mentre il principe 66enne sottolinea l'imperativo per i membri del Pcc di mantenere le “aspirazioni originali” (初 心, chuxin) della precedente storia di Partito. Questo termine è stato messo in risalto durante la visita di perlustrazione che Xi ha fatto nella Mongolia Interna a metà luglio; nel corso del viaggio, uno degli slogan ufficiali più ripetuti era “non dimenticare il tuo chuxin e ricorda fermamente la tua missione” (不忘初心, 牢记使命 / bu wang chuxin, laoji shiming) (Xinhua, 16 luglio).

Le “Aspirazioni originali” del Partito definite da Xi

Chuxin, uno dei termini utilizzati più di frequente da Xi, è un riferimento agli obiettivi originali del Pcc. Questi includono il servizio al popolo, la riscoperta degli orientamenti politici primordiali e corretti del Partito, la realizzazione del “socialismo con caratteristiche cinesi” e il rafforzamento della “costruzione del Partito”. Come ha affermato Xi durante il suo viaggio nella Mongolia Interna, “dobbiamo tenere ben presente il nostro chuxin e la nostra missione; implementare una piattaforma di sviluppo che metta le persone al centro [del lavoro di Partito]”. Da un lato il leader supremo è diventato eloquente su “nuovi concetti di sviluppo”; dall’altro si è soffermato soprattutto sul “lavoro di stabilizzazione della crescita, spingendo avanti la ristrutturazione [dell'economia], rafforzando il tenore di vita e prevenendo i rischi”; inoltre ha osservato che i 70 anni di successi del Paese hanno “dimostrato a pieno che abbiamo ragione nel percorrere il sentiero del socialismo con caratteristiche cinesi”. Xi ha inoltre affermato che “il Pcc ha vinto l'abbraccio ed il sostegno del popolo perché, sin dall’inizio, ha saputo custodire con fermezza il chuxin e la missione di cercare la felicità per il popolo cinese e puntare al grande rinascimento della nazione cinese”. Egli ha sottolineato che, se i 90 milioni di membri del partito sapranno difendere il loro chuxin e prometteranno lealtà indiscussa alla leadership, il Pcc “rimarrà inespugnabile e invincibile” (Xinhua, 16 luglio).

In un articolo pubblicato a luglio su Seeking Truth, rivista teorica del Partito, Xi ha ammonito i membri a “rafforzare la propria autocoscienza e fermezza nel ribadire e spingere in avanti la costruzione politica del Partito” (Qstheory.cn, 30 giugno). Xi ha più volte citato le istruzioni di Mao: “che si tratti di est, sud, ovest, nord o centro, il Partito fornisce la leadership per tutto” (People’s Daily, 15 luglio; CPCNews, primo agosto). Mentre una generazione di riformatori ha promosso l'apprendimento dagli aspetti benefici del modello occidentale, Xi ha insistito su quella che Mao ha definito “una visione del mondo e una metodologia dialettico-materialista”. Come ha avvertito Xi da quando ha preso il potere nel 2012, il Partito non può permettersi di commettere “errori sovversivi” negli orientamenti politici ed economici. Gli “errori sovversivi” sono un riferimento a teorie e politiche che hanno tradito il chuxin maoista e che, se adottate, potrebbero significare la fine del “socialismo con caratteristiche cinesi” (China News Service, primo giugno 2018; Xinhua, 8 ottobre 2013).

Cosa c'è dietro le rinate chiamate al chuxin comunista?

Al di là di uno sfoggio di fiducia, il ritorno di Xi all’ethos di base riflette il fatto che il Pcc sta incontrando immense difficoltà. Sul fronte interno, l’economia attraversa zone aspre, e le cifre ufficiali di crescita per il secondo trimestre di quest’anno (6,2%) sono le più basse in 27 anni. I due nuovi poli di crescita potenziale – l’alta tecnologia e i consumi – affrontano tempi duri. Le più alte compagnie nazionali sulla tecnologia informatica, ad esempio, hanno difficoltà ad ottenere componenti fondamentali dagli Stati Uniti e da altri Paesi occidentali. La spesa al consumo sta toccando la depressione, a causa del debito delle proprietà edilizie, ad un livello senza precedenti, stimato al 52% del Pil (HK01.com, 15 luglio; South China Morning Post, 21 marzo).

A livello globale, la Cina è bloccata in quella che molti commentatori chiamano una nuova “Guerra fredda” con gli Stati Uniti, di cui le dispute commerciali - che hanno causato alcune multinazionali a trasferirsi fuori della Cina – sono solo uno degli aspetti in un confronto più grande. Le recenti proteste anti-Pechino a Hong Kong aggiungono preoccupazioni alla leadership: che ciò che Xi chiama “eventi del cigno nero” – scontri sociali che raggiungono la forma di una rivoluzione colorata -  potrebbero apparire anche nel continente (China Brief, 20 febbraio; Apple Daily [Hong Kong], 13 giugno). La risposta di Xi alle crisi attuali della Cina è il ritorno al chuxin maoista.

In ogni caso, gli appelli a professare alleanza al Partito e ristabilire il suo chuxin, potrebbero essere un modo cinico per Xi di esigere ulteriore realtà per se stesso. Egli stesso, in una sessione di studio del Politburo a metà 2018, ha affermato: “Nel mantenere la leadership del Partito, la cosa più importante è salvaguardare il potere delle autorità centrali del Partito(中央, zhongyang), e concentrare e unificare la leadership [al vertice]” (People’s Daily, 1° luglio 2018).

In effetti, il ruolo di custode del “nucleo del Partito per la vita” è raddoppiato con l’imperativo che la zhongyang debba avere il diritto di “dare il tono [nelle maggiori decisioni]” (一锤定音, yizhuidingyin) e garantire che “[le controversie] siano risolte dalla più alta autorità” (定于一尊, dingyuyizun) (Xinhua, 15 luglio; CCTV, 5 luglio). In altre parole, Xi si attribuisce la posizione di custode dell “unica voce nella camera” di maoista memoria.

I segni di opposizione e le velate minacce di Xi per nuove purghe nel Partito

Ad ogni modo, Xi è molto lontano dall’avere un possesso dell’autorità simile a quello di Mao, e ciò è evidente dalle critiche indirette che anziani membri del Pcc, che non appartengono al campo di Xi, rivolgono al “Mao Zedong del 21mo secolo”. Il movimento ideologico delle “aspirazioni originali” potrebbe essere un mezzo per Xi di zittire le critiche interne. Di fronte alle aspre e crescenti richieste di Trump che vi siano concessioni commerciali dalla Cina, Xi ha assunto l’alta posizione morale con la minaccia di tornare indietro sulla via dell’autosufficienza (自力更生, ziligengsheng), e spinge perfino per il lancio di una “nuova Lunga Marcia” dallo stile maoista e autarchico (CNR.cn, 21 maggio; Guangming Daily, 20 aprile).

Questi ultimi passi sono visti da molti come il tentativo di Xi di proteggersi i fianchi contro critiche apparse in una serie di articoli nei media ufficiali, che puntano il dito contro certi leader - di cui non si fa il nome – che tenderebbero a un buon rapporto di vicinanza con gli americani. Il più accanito è stato un editoriale di Xinhua, nel giugno scorso, dal titolo “Lasciate che il capitolare [davanti agli Usa] sia come un topo di strada”, che lamentava il fatto che i media erano pieni di commenti quali: “La Cina è in una posizione di svantaggio ed è saggio domandare a tutti di fare un compromesso” (Xinhua, 7 giugno). Altri articoli estremisti molto simili, nel Guangming Daily e in altre pubblicazioni, hanno scavato nel team cinese per il negoziato [denunciando] la sua apparente disponibilità a giungere ad un accordo con Washington(Radio Free Asia, 12 giugno; Guangming Daily, 6 giugno).

È stato Li Zhanshu (栗战书), presidente dell’Assemblea nazionale del popolo (Anp) e membro del Pbsc, a coniare per prima gli slogan yichuidingyin e dingyuyizun, nel luglio dello scorso anno. Ma l’attesa pubblica espressione di lealtà a Xi – un rituale conosciuto come biaotai (表态), ossia “mostrare fedeltà” – non è avvenuta (China Brief, 1° agosto 2018). Eccetto che durante le sessioni annuali dell’Anp e della Conferenza consultiva politica del popolo cinese, del marzo scorso, pochi membri del Pbsc o del Politburo ordinario hanno acclamato alla prodezza decisionale di Xi e alle altre sue qualità di leadership.  E per quanto riguarda la campagna di chuxin, dopo che Xi stesso ha chiesto ai suoi camerati di sostenere le sue prerogative come yichuidingyin e dingyuyizun, perfino fra i protetti di Xi, solo pochi si sono uniti al gioco del biaotai. E questo, nonostante il grande numero di amici di Xi nel Politburo, compresi Li Qiang (李强), Chen Min’er (陈敏尔), Li Hongzhong (李鸿忠), Li Xi (李希), e Chen Quanguo (陈全国) (rispettivamente capi del Partito di Shanghai, Chongqing, Tianjin, Guangdong e Xinjiang). L’eccezione è stata quella di Cai Qi (蔡奇), segretario del Partito a Pechino: discutendo di come attuare il credo del chuxin nella capitale, Cai ha detto che i membri del Partito debbono “rimanere assolutamente leali, e usare azioni pratiche per salvaguardare l’autorità della zhongyang sul versante  yichuidingyin e dingyuyizun” (Beijing Daily, 22 giugno; People’s Daily, 22 giugno). Va notato però che Cai sembra aver presentato il suo pieno sostegno alla zhongyang in generale, più che a Xi in particolare.

Da parte sua, Xi ha fatto capire che se la sua linea di fedeltà non ha successo totale, egli potrebbe lanciare un’altra campagna di rettifica per liberare il Pcc da membri squalificati (o sleali). Sei anni fa, Xi ha scatenato un’altra purga chiedendo a tutti i quadri di “guardarsi allo specchio, tirare a nuovo l’abbigliamento, fare un bagno e curare le proprie malattie” (People’s Daily, 19 giugno 2013; Ta Kung Pao [Hong Kong], 5 maggio 2013).

Dando una grande enfasi alla maoista chuxin, Xi ha elogiato il terribile movimento per la purificazione del partito che il Grande timoniere ha organizzato nella base del Partito a Yan’an nei primi anni ’40. Nel suo discorso sui 98 anni del Pcc, agli inizi di luglio, Xi ha indicato che la questione delle “quattro impurità” nel partito – con riferimento agli standard bassi su pensiero, politica, organizzazione e stile di lavoro – è ancora molto seria e occorre correggerla. “Dobbiamo esibire il nostro spirito combattivo”, ha detto Xi ai membri che pare abbiano fallito nel raggiungere i suoi alti standard. “Dobbiamo essere così eroici da brandire la spada e impegnarci in lotte così da prevenire e piegare in modo risoluto la sindrome dell’intorpidimento politico, [manifestatosi nel] non essere capace di capire le intenzioni del nemico, fallire nel distinguere il giusto dallo sbagliato, e fallire di tracciare la via giusta” ” (Seeking Truth Net, 15 luglio; Apple Daily [Hong Kong], 2 luglio).

Conclusione

In un messaggio che ricorda il motto “la politica prende il comando” della Rivoluzione culturale, Xi ha dichiarato che “la costruzione politica è un compito eterno del partito”. A differenza del Grande architetto delle riforme, Deng Xiaoping, che pose la “costruzione economica” come il compito chiave del Partito, Xi identifica nello “afferrare l’orientamento politico corretto” quale “tema numero uno per la sopravvivenza e lo sviluppo del partito”. Secondo ciò, l’orientamento politico corretto deve essere manifestato quando il partito “sta pianificando le maggiori strategie, plasmando le più importanti politiche, pianificando compiti importanti e attuando lavori importanti” (People’s Daily, 17 luglio).

Come stabilito in precedenza da Xi, questo “orientamento politico corretto” deve essere fondato sul chuxin. I temi ideologici difesi da Xi – specie la sua chiamata al ritorno alle “aspirazioni originali” del Pcc – mostrano una visione idealizzata della passata storia del Partito.

Ma in ultima analisi, Xi sarà capace di vincere il rispetto dei quadri e della gente ordinaria solo se egli emerge con vie innovative nel risolvere i problemi del Paese – e non avvoltolandosi nella piattezza teorica del passato maoista.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Fissata la data del 19mo Congresso del Partito comunista cinese: il 18 ottobre
01/09/2017 13:16
Il Partito si aggrappa alla fede di Mao
22/12/2003
Mao Zedong, persecutore delle religioni, ora è adorato come un dio
28/12/2016 11:35
Gli applausi per Xi Jinping, ‘salvatore della Cina’ e (forse) del mondo
20/10/2017 14:58
Xi Jinping vuole essere Mao. Ma non vuole imparare dai suoi errori
01/08/2014