11/02/2018, 08.19
INDONESIA
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Yogyakarta, attacco con machete contro un sacerdote durante la messa

di Mathias Hariyadi

Colpito p. Karl-Edmund Prier, gesuita tedesco, con ferite alla schiena, alla testa e alle mani. I cattolici invitati a non diffondere panico e tensioni con i social media. Esperti: i gruppi estremisti si stanno preparando alle elezioni, suscitando schieramenti basati su etnia e religione.

Yogyakarta (AsiaNews) – P. Karl-Edmund Prier, sacerdote gesuita ed esperto di liturgia, è stato attaccato e ferito con colpi di machete durante la messa nella cappella di Santa Lidwina, a Kabupaten, distretto di Sleman (Yogyakarta).

L’attacco è avvenuto stamane, durante la messa del mattino. P. Prier, che lavora al Centro di musica liturgica, durante i fine settimana serve la comunità di Santa Ludwina, che fa parte della parrocchia di Kumetiran, nel centro di Yogyakarta.

Testimoni oculari raccontano ad AsiaNews che uno sconosciuto, armato di un machete, simile a una spada di samurai, è entrato nel cortile della chiesa dalla porta principale, gridando alcuni slogan integralisti.

Dopo aver colpito alcuni fedeli che sostavano davanti alla facciata della chiesa, egli è entrato e si è diretto verso il p. Prier, che aveva appena iniziato la preghiera del Gloria. Giunto sull’altare, l’aggressore ha cominciato a colpire il prete con il machete.

P. Prier ha subito alcune pesanti ferite alla schiena, alla testa e alle mani e ora è ricoverato all’ospedale cattolico di Panti Rapih a Yogyakarta, sottoposto a intervento chirurgico.

Un militare che vive in prossimità della chiesa, attirato dal trambusto, è entrato nell’edificio, ha sparato alcuni colpi di avvertimento chiedendo allo sconosciuto aggressore di arrendersi. Al suo diniego, ha fatto fuoco e lo ha ucciso.

No social media

Finora, né la Chiesa, né le autorità del governo hanno diffuso alcun comunicato. Un cappellano militare dell’Accademia delle forze aeree di Yogyakarta, p. Yos Bintoro Pr, ha diffuso una dichiarazione, chiedendo a tutti i cattolici di non diffondere sui social media foto violente e “informazioni non confermate” sull’incidente.

La dichiarazione di p. Bintoro è giunta subito dopo che i social media sono stati invasi da foto sulle violenze e da pesanti commenti e spiegazioni. Il sacerdote pensa che tutto questo serva solo a far leva sui “cattivi sentimenti” dei cristiani contro “altre parti”.

La “politica identitaria” e i partiti “in guerra”

Secondo alcuni analisti politici, questo tipo di situazione è fabbricata in modo intenzionale dai gruppi estremisti in previsione delle elezioni regionali in 171 regioni, che inizieranno nel settembre 2018, e delle elezioni presidenziali del 2019.

L’obbiettivo è chiaro: l’intenzione di questi gruppi è di “mantenere” sentimenti negativi così che la “politica identitaria”, basata sulla religione e l’etnia primordiale, influenzi le future elezioni.

Per molti decenni, la società indonesiana è stata segnata da provocazioni che hanno prodotto atti di violenza contro i “gruppi non amici”, gruppi “non come noi”, che “non appartengono al nostro gruppo”.

Le identità primordiali basate sull’etnia e la religione sono state il modo “più facile” con cui gli aggressori hanno innescato emozioni, violenze e conflitti fra gruppi diversi nella società.

L’attacco di oggi al sacerdote è il secondo incidente di questo tipo in Indonesia.

Nell’agosto 2016, p. Albertus Pandiangan, cappuccino, è stato colpito da uno sconosciuto armato di spade durante la messa nella chiesa di S. Giuseppe a Medan (North Sumatera). Il vescovo di Medan, mons. Anicetus B. Sinaga, anch’egli cappuccino, ha poi perdonato l’aggressore.

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