07/07/2015, 00.00
YEMEN - ARABIA SAUDITA - ONU
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Raid sauditi in Yemen, oltre cento morti. L’Onu chiede una tregua umanitaria

Negli attacchi degli ultimi tre giorni centrati anche mercati ed esercizi pubblici. L’inviato delle Nazioni Unite lavora per raggiungere il cessate il fuoco e permettere la distribuzione di aiuti. Medici senza frontiere parla di centinaia di civili colpiti. Oltre 3mila le vittime dall’inizio degli attacchi della coalizione guidata da Riyadh.

Sana’a (AsiaNews/Agenzie) - È di quasi cento vittime il bilancio di una serie di raid aerei sferrati dall’aviazione saudita in Yemen negli ultimi tre giorni, mentre si fanno sempre più labili le possibilità di raggiungere un cessate il fuoco umanitario nel Paese. Le Nazioni Unite continuano la loro pressione diplomatica per mettere fine agli attacchi che, finora, hanno causato la morte di almeno 3mila persone. Iniziati nel marzo scorso, i bombardamenti della coalizione guidata da Riyadh intendono colpire le milizie ribelli sciite Houthi - che hanno preso il potere a Sana’a e in diverse zone dello Yemen a maggioranza sunnita - e riportare al potere l’ex presidente in esilio Abd-Rabbu Mansour Hadi.

L’agenzia Saba, vicina ai ribelli sciiti, riferisce che almeno 54 persone sono morte nei raid aerei nella provincia di Amran, a nord della capitale Sana’a, fra cui 40 che erano impegnati in acquisti in un mercato di Lower Joub, nel distretto di Eyal Yazeed. Numerose vittime si sono registrate anche in un mercato di al-Foyoush, cittadina nel sud dello Yemen. In entrambi i casi fra le vittime vi sono donne e bambini.

Intanto continuano gli sforzi dell’inviato Onu Ismail Ould Cheikh Ahmed per cercare di raggiungere una tregua. Ieri il diplomatico ha incontrato i vertici dei ribelli Houthi, nello sforzo di raggiungere l’obiettivo minimo di un cessate il fuoco temporaneo per la consegna di aiuti umanitari a una popolazione stremata dal conflitto.

Dal gennaio scorso la nazione è teatro di un sanguinoso conflitto interno che vede opposte la leadership sunnita, sostenuta dall’Arabia Saudita, e i ribelli sciiti Houthi, vicini all’Iran. Da marzo, i sauditi a capo di una coalizione, hanno lanciato raid aerei contro i ribelli.

Secondo quanto riferiscono le Nazioni Unite, dal 19 marzo il conflitto ha causato la morte di almeno 3mila persone – dei quali 828 civili – e il ferimento di altre 6mila. Nel contesto del conflitto sarebbero stati distrutti anche molti siti artistici antichi della capitale, considerati patrimonio dell’Unesco.

La scorsa settimana l’Onu ha annunciato che la crisi umanitaria registrata in Yemen ha ormai raggiunto il livello 3, il più alto e grave; intanto Stati Uniti e Unione europea hanno sostenuto un appello finalizzato alla “sospensione per motivi umanitari” della guerra. Colette Gadenne, portavoce di Medici senza frontiere (Msf) in Yemen parla di centinaia di persone (civili) colpite dai bombardamenti di questi giorni. “È inaccettabile - avverte l’attivista - che raid aerei prendano di mira luoghi ad alta concentrazione di civili, in zone affollate e in cui si svolge la vita quotidiana delle persone, in particolare in questo periodo di Ramadan”.

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