Colombo: scandalo finanziario alla National Development Bank fra tremare il governo
Emerso un “buco” di 13,2 miliardi di rupie causato da personale interno all’istituto. Critiche al sistema di sorveglianza, nel mirino anche l’amministratore delegato Kelum Edirisinghe. Per analisti ed esperti è “un fallimento” nell’opera di “supervisione”. Una vicenda che ricorda casi simili di malaffare già avvenuti in passato.
Colombo (AsiaNews) - Uno scandalo finanziario del valore di 13,2 miliardi di rupie (pari a circa 35,5 milioni di euro) interno alla National Development Bank (Ndb) rischia di travolgere il governo di Colombo, causandone le dimissioni in blocco. A causa del forte aumento del costo del denaro legato a transazioni effettuate col Common Electronic Fund Transfer Switch (Cefts), personale interno alla Ndb ha approfittato di specifiche finestre di transazione causando perdite per quattro miliardi di rupie nel primo trimestre 2026. Analisti ed esperti avvertono che l’impatto complessivo ruota attorno a sette miliardi di rupie, per un istituto che è per il 51% di proprietà del governo, con il restante 49% in mani private.
Durante una conferenza stampa tenutasi a Colombo la scorsa settimana, l’amministratore delegato e direttore Kelum Edirisinghe ha rivelato che “con il senno di poi” si è trattato di una “mancanza di vigilanza” più che di “assenza di controlli”, che si sommano a “lacune” del passato. Per gli studiosi del settore questa frode non può essere classificata alla voce “problemi informatici o malfunzionamenti” per giustificarne la portata, in special modo quanto “sistemi di protezione sofisticati fungono da guardiani vigili e in tempo reale del settore bancario a livello globale”.
“In qualità di amministratore delegato - proseguono gli esperti - di un istituto finanziario di primo piano, era parte integrante della prestigiosa carica [ricoperta da Edirisinghe, quella di] garantire, come minimo, che venisse mantenuto in ogni momento un esame critico sull’intero processo di sicurezza”. Inoltre, le lacune e gli elementi di criticità andavano “colmati non appena individuati” invece di trascurarli “per due lunghi anni, che devono sembrare un’eternità nell’odierno mondo ad alta velocità della criminalità informatica”.
Interpellati da AsiaNews Nadeesha Hewawitharana e Shirantha Mayadunne, analisti finanziari, si chiedono: “Può la Ndb permettersi di finanziare errori da miliardi di rupie, soprattutto dopo la scoperta di una frode da 13 miliardi che andava avanti da due anni e che ha portato al congelamento dei conti?”. Sebbene l’istituto si sia mosso per isolare operativamente la questione, proseguono, “sospendendo i dipendenti coinvolti, revocando l’accesso al sistema, isolando l’unità interessata sotto una nuova supervisione e rafforzando i controlli di accesso, la banca dice di disporre di una ‘base patrimoniale di quasi 990 miliardi di rupie’”.
Al contrario, il presidente e il consiglio di amministrazione, compreso l’amministratore delegato, avrebbero dovuto esercitare maggiore diligenza e assumersi maggiori responsabilità, invece di lasciare una ricchezza così vasta - accusano - esposta a tentazioni e appropriazioni indebite su una scala inimmaginabile”. “Non si sono resi conto della gravità di quanto è emerso. Un ‘fallimento della supervisione’ dovrebbe portare a una perdita di fiducia degli investitori nel Paese, compreso il governo? Sebbene non abbiano ancora reso noto il nome del sospettato [o dei sospettati] - concludono - saranno sicuramente individuati nelle prossime settimane o nei prossimi mesi.”
Secondo alti funzionari della Banca Centrale dello Sri Lanka (Cbsl), il patrimonio totale della banca “non subisce alcuna variazione. I conti dei clienti sono al sicuro e i coefficienti di adeguatezza patrimoniale della Ndb continuano a superare gli standard normativi, nonostante si preveda un calo del capitale di classe 1”. Al riguando, la Banca centrale starebbe “monitorando attivamente la situazione finanziaria della National Development Bank”.
Gli avvocati Methlal Amarasinghe e Lihini Medcagoda sottolineano come “ogni pochi anni, il settore finanziario dello Sri Lanka” sia “in fermento a causa di frodi simili” a partire dalla Pramuka Savings and Development Bank “crollata nel 2002 a causa di una grave cattiva gestione. Anche la Golden Key Credit Card Company, membro del Gruppo Ceylinco, è fallita quattro anni dopo, dopo aver raccolto - aggiungono - ingenti depositi con alti tassi di interesse, provocando un grave scandalo finanziario e determinando importanti riforme normative”.
In questi giorni le forze di polizia hanno arrestato cinque persone e il caso è ora nelle mani del Dipartimento di Investigazione Criminale (Cid) per ulteriori indagini. Le attività fraudolente erano limitate a una specifica unità operativa della Ndb e coinvolgevano alcuni dipendenti sospesi. Le persone che agivano in collusione avevano nascosto e manipolato le informazioni. Almeno un assistente bancario, un assistente esecutivo e un manager erano coinvolti in questa massiccia frode.
14/12/2021 12:47
26/04/2022 11:17





