09/03/2026, 10.45
PAKISTAN
Invia ad un amico

8 marzo a Islamabad: bloccata la Marcia delle donne

di Shafique Khokhar

Un gruppo di note attiviste per i diritti delle donne pachistane fermate dalla polizia che non ha esentato il corteo dal divieto di assembramenti scattato a causa della guerra. Mentre l'ong Minority Concern ricorda il dramma della doppia discriminazione delle ragazze delle minoranze, vittime di conversioni forzate, rapimenti e mancanza di accesso all'istruzione e al lavoro. 

Islamabad (AsiaNews) - Decine di attiviste per i diritti delle donne e partecipanti alla Aurat March (la “marcia delle donne”) sono state arrestate dalla polizia a Islamabad l’8 marzo, prima di una manifestazione prevista per celebrare la Giornata internazionale della donna. Secondo fonti della polizia pachistana, le attiviste si erano radunate vicino alla zona del Super Market nel settore F-6 e intendevano marciare verso il National Press Club. Tuttavia, una forte presenza di polizia ha bloccato il raduno e diversi partecipanti sono state prese in custodia e trasferite alla stazione di polizia femminile.

Tra le persone fermate vi erano la nota attivista Farzana Bari, due delle sue figlie e la promotrice dei diritti umani Tahira Abdullah, insieme ad altri organizzatori e sostenitori dell’Aurat March. Funzionari di polizia hanno dichiarato che in totale sono state fermate 44 persone, tra cui 19 donne e 25 uomini.

Le autorità hanno affermato che l’azione è stata intrapresa perché nella capitale federale, in seguito alle proteste degli sciiti per la guerra in Iran, è in vigore in questi giorni l’articolo 144 del Codice di penale che limita le riunioni pubbliche di quattro o più persone. I funzionari hanno inoltre dichiarato che l’amministrazione distrettuale aveva negato nulla osta per la marcia a causa di timori riguardo a possibili problemi di ordine pubblico.

I partecipanti e i membri della società civile hanno condannato gli arresti, definendoli un tentativo di limitare il diritto costituzionale alla riunione pacifica. Gli organizzatori dell’Aurat March hanno chiesto l’immediato rilascio delle persone fermate e hanno criticato l’azione della polizia contro attivisti che celebrava la Giornata internazionale della donna.

Nel frattempo, proprio in occasione dell’8 marzo, dal Regno Unito l’ong Minority Concern ha espresso profonda preoccupazione per la continua vulnerabilità nel Paese delle donne appartenenti a comunità religiose minoritarie, tra cui cristiani e indù. Mentre il mondo celebra i successi e la resilienza delle donne, migliaia di donne e ragazze di queste comunità in Pakistan continuano ad affrontare discriminazioni sistemiche, conversioni forzate, rapimenti e la negazione dei diritti umani fondamentali.

"La Giornata internazionale della donna dovrebbe essere un momento di riflessione e di azione - ha dichiarato Aftab Alexander Mughal, direttore di Minority Concern -. Per le donne delle minoranze in Pakistan, tuttavia, è spesso un promemoria del fatto che le loro voci restano inascoltate e la loro sicurezza incerta. La società civile locale e la comunità internazionale devono riconoscere il legame tra la discriminazione di genere e quella religiosa che queste donne affrontano ogni giorno. La loro dignità, sicurezza e uguaglianza devono essere protette”.

Oltre alle conversioni forzate, le donne delle minoranze incontrano spesso ostacoli nell’accesso all’istruzione, al lavoro e alla rappresentanza politica. La discriminazione sociale e la vulnerabilità economica le espongono ulteriormente a sfruttamento e abusi. Le lavoratrici domestiche provenienti da contesti minoritari sono particolarmente a rischio, spesso con limitate possibilità di ricorso legale.

Minority Concern invita il governo del Pakistan ad adottare immediatamente misure concrete di salvaguardia come l’approvazione e applicazione di una legislazione efficace contro le conversioni forzate, la garanzia di indagini imparziali e procedimenti giudiziari nei casi di rapimento, coercizione e violenza contro donne delle minoranze, il rafforzamento della protezione da parte della polizia, la promozione di pari opportunità nell’ accesso all’istruzione, al lavoro e ai servizi sociali per le donne di tutte le religioni.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Papa: Il 25 e il 27 marzo, la ‘universalità della preghiera’ contro ‘la pandemia del virus’
22/03/2020 12:07
Conversioni forzate, spose bambine e morti a Gaza: l’8 marzo delle donne in Pakistan
09/03/2024 12:30
8 marzo in Pakistan: un poliziotto stupra una 14enne cristiana
09/03/2012
Vite ai margini: la discriminazione di donne cristiane e indù in Pakistan
08/03/2012
Bengaluru: sei congregazioni di suore insieme per i giovani a rischio
08/03/2024 13:50


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”