07/11/2022, 13.37
INDIA
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A Bengaluru l'Assemblea generale dei vescovi dell'India

di Nirmala Carvalho

In oltre 200 riuniti fino all'11 novembre per riflettere sulle forme concrete per vivere la sinodalità in un grande Paese che conta 22 milioni di cattolici. Il card. Gracias: “Il dialogo non è un'opzione, ma una necessità per la Chiesa in India. Vogliamo essere costruttori di pace e di incontro tra le persone a partire dagli ultimi e dagli emarginati".

Bengaluru (AsiaNews) - La Conferenza episcopale cattolica dell'India (CBCI), è riunita presso la St. John's National Academy of Health Sciences di Bengaluru per la sua 35ª Assemblea generale. Oltre 200 vescovi fino all’11 novembre discuteranno sul tema “Sinodalità: la chiamata a essere una Chiesa sinodale”. Proprio per questo all’incontro è presente anche il card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei vescovi.

Tutte le diocesi indiane hanno preso parte al percorso sollecitato da papa Francesco nelle Chiese di tutto il mondo e che – dopo la diffusione qualche settimana fa del documento per la Fase continentale – è entrato in una nuova tappa del cammino. Nelle diocesi indiane sono stati discussi nuovi modi per coinvolgere tutto il popolo di Dio nel cammino per l’unica missione della Chiesa. E presentando l’Assemblea l’arcivescovo Felix Machado, segretario generale della CBCI, ha diffuso alcune cifre significative: si stima che oggi siano circa 22 milioni i fedeli delle diocesi cattoliche indiane. Inoltre la Chiesa cattolica in India gestisce 54.000 istituzioni educative al servizio di tutta la popolazione indiana, frequentate da 60 milioni di bambini e giovani, come pure 20mila ospedali, cliniche e dispensari.

Il cardinale Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente della CBCI, intervenendo alla conferenza stampa tenutasi ieri sera, ha detto: “Il dialogo non è un'opzione, ma una necessità per la Chiesa in India. Vuole essere costruttrice di pace e riunire le persone. Vicina anche ai migranti, alle comunità LGBTQ, agli emarginati, alle persone che hanno lasciato la Chiesa, ai giovani e alle donne. In questo contesto ogni membro della Chiesa è chiamato a svolgere un ruolo attivo”.

Questa mattina il nunzio apostolico mons. Leopoldo Girelli ha presieduto la celebrazione eucaristica con i vescovi indiani. Nell’omelia ha invitato i vescovi indiani a unirsi all’intenzione di preghiera suggerita da papa Francesco per questo mese di novembre che è rivolta ai bambini che soffrono, specialmente per quelli senza casa, orfani e vittime della guerra. Inoltre - citando il brano della Lettera di San Paolo a Tito proposto dalla liturgia - ha ricordato alcune delle caratteristiche del profilo del vescovo, chiamato a essere “affidabile e irreprensibile come amministratore di Dio”, ma anche “ospitale, amante della bontà, assennato, giuste, devoto, padrone di sé, capace di mantenere la parola e fedele all'insegnamento della Chiesa”. E con le parole di san Paolo VI ha ricordato che “annunciare il Vangelo agli uomini di oggi è un servizio reso alla comunità cristiana e anche all'intera umanità”.

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