02/06/2004, 00.00
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Accuse di proselitismo discusse nel dialogo cattolico ortodosso

Una visita del Papa è condizionata alla soluzione delle incomprensioni

Mosca (AsiaNews/Agenzie) – Accuse di tentativi cattolici di convertire fedeli ortodossi ostruiscono la visita del Santo Padre in Russia. Un incontro di due giorni del "Gruppo di lavoro congiunto", istituito dal Vaticano e dal Patriarcato di Mosca, si è concluso il 6 maggio con la discussione delle norme di comportamento per evitare conflitti e migliorare la collaborazione fra la chiesa ortodossa e la chiesa cattolica romana per il bene della Federazione russa, e per preparare la strada alla prima visita in Russia di Giovanni Paolo II.

L'incontro si è tenuto presso la sede della Conferenza episcopale cattolica e al Centro pellegrinaggi del Patriarcato di Mosca. L'obiettivo era esaminare "in modo dettagliato" i problemi fra le due chiese e " avanzare proposte operative per risolverli", secondo l'arciprete Vsevolod Chaplin, vice responsabile del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca e co-responsabile del Gruppo di lavoro.

Uno dei "problemi" trattati durante l'incontro è l'accusa di "proselitismo" fatta dalla chiesa ortodossa russa alla chiesa cattolica romana, che userebbe delle attività caritative cattoliche per diffondere la fede cattolica tra gli ortodossi. La parte ortodossa ha presentato una lunga lista di esempi di tale attività di missionari cattolici sul territorio russo. Una delle maggiori proteste riguarda il numero delle strutture cattoliche per bambini, a Lobnia (un sobborgo di Mosca), a Novosibirsk e nella provincia di Yaroslavl, dove orfani di diversa provenienza religiosa riceverebbero un'educazione esclusivamente cattolica. Un'altra situazione citata è a Novosibirsk, dove è stato distribuito l'avviso di un ciclo di catechesi contenente l'immagine di un'icona ortodossa della Madre di Dio, invitando "ogni persona che cerca risposte alle eterne domande sulla fede e sulla religione". La catechesi si teneva alla cattedrale cattolica della Trasfigurazione del Signore, sebbene la sua natura "cattolica" non era esplicitata con chiarezza. Secondo il resoconto dei rappresentanti ortodossi "la proposta fatta in segreto dai cattolici e l'imitazione dell'ortodossia sono di chiara natura proselitistica".

Padre Igor Kovalevskij, segretario generale della Conferenza episcopale cattolica e co-responsabile cattolico al Gruppo di lavoro congiunto, ha riconosciuto che rappresentanti della chiesa cattolica hanno fatto degli errori in Russia, che possono essere considerati proselitismo. "Molti eventi hanno provocato incomprensione e possono essere interpretati come proselitismo, anche se non c'è una pratica intenzionale" ha affermato p. Kovalevskij al termine del primo giorno di colloqui. "La Chiesa cattolica parte dalla premessa che la Russia non è terra di missione. Questo è un paese con una cultura cristiana millenaria".

Secondo p. Kovalevskij, l'atmosfera durante i colloqui è stata amichevole e sono stati compiuti dei passi in avanti nella comprensione reciproca. "Entrambe le parti hanno concordato sulla necessità di informare di più l'altra parte e di una stretta azione comune e di una costruttiva cooperazione, soprattutto sui progetti sociali", ha affermato p. Kovalevskij. Nell'elenco dei diversi punti, la parte ortodossa ha presentato esempi positivi di cooperazione tra le due chiese, integrati anche dalla parte cattolica.

Giovanni Paolo II da tempo vuole visitare la Russia, ma il patriarca Alessio II, capo della chiesa ortodossa russa, insiste nel dire che non permetterà la visita fino a quando le dispute tra le due chiese non saranno risolte. Le tensioni fra ortodossi e cattolici hanno radici storiche ma sono aumentate con il crollo dell'Unione sovietica nel 1991 e la fine delle restrizioni comuniste alla religione. I cattolici in Russia sono ufficialmente 500 mila su decine di milioni di fedeli ortodossi. "I cattolici saranno sempre una minoranza in Russia" afferma p. Kovalevskij. "Il nostro lavoro è curare i cattolici".

Il Gruppo di lavoro congiunto cattolico è stato istituito come risultato del viaggio a Mosca lo scorso febbraio del cardinal Walter Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. (JC)

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