21/01/2004, 00.00
russia - ortodossi
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Agli ortodossi è necessario un Concilio

Storture nella fede e divisione profonda caratterizzano il rapporto fra fedeli e gerarchia ortodossa russa. Nel numero di gennaio di "Mondo e Missione", Il professor Dimitry Pospielovsky, uno dei maggiori storici della Chiesa ortodossa russa, docente all'Università dell'Ontario Occidentale (Canada), offre una analisi dura della situazione. E propone la medicina: l'unità (conciliarità) fra clero e popolo e l'indizione di un Concilio. Presentiamo qui una breve sintesi del suo intervento.

Secondo il Prof. Pospielovsky, la caduta del regime sovietico non sta unendo al chiesa ortodossa russa, ma la sta sfilacciando. Nell'88 si erano varate alcune direttive: raduni dei vescovi almeno ogni due anni; concili diocesani (i nostri sinodi) almeno ogni 5 anni; legame più vivo fra parrocchie e curia. Nessuna di queste è stata messa in atto.

La mancanza di un Concilio della diocesi - che raduna insieme fedeli, clero e vescovi – "non turba i vertici ecclesiastici". Vi sono certo incontri fra i vescovi, dove si eleggono i nuovi candidati, ma senza il minimo rapporto con i fedeli. Tutto questo crea un non-rispetto dei fedeli verso i vescovi.

La "mancanza di autorità nell'attuale gerarchia della Chiesa ortodossa russa  - dice  Pospielovsky - è evidente nella diffusione in tutto il Paese della venerazione di pseudo-icone raffiguranti crudeli fanatici come il boia Ivan il Terribile e il vizioso ubriacone Rasputin. La condanna di questa devozione da parte del Patriarca e dei vescovi non ha avuto nessun effetto sulle masse popolari, cosa che testimonia la mancanza di fiducia dei fedeli russi contemporanei nei confronti dei capi della Chiesa".

"Le icone sataniche che abbiamo citato – non si può definirle altrimenti – continuano ad essere diffuse in tutto il Paese da fanatici d'ogni genere, e una parte notevole del popolo preferisce credere ad esse che alla gerarchia della sua Chiesa".

Per guarire le storture di fede nel popolo e la mancanza di fiducia nell'episcopato, Pospielovsky

propone alla Chiesa russa un Concilio "non di tre giorni, ma prolungato". Senza questa occasione di rivitalizzazione e risanamento, la Chiesa russa rischia di ridursi "ad un pezzo da museo", insignificante per il mondo.

 

* Ivan IV il Terribile (1530 – 1584) zar, autocrate di tutte le Russie, astuto politico e fanatico religioso.

 

* Grigori Efimovich Rasputin (? - 1916), consigliere degli ultimi zar. Fanatico religioso, è considero eretico dalla gerarchia ortodossa avendo mescolato la fede ortodossa con altri culti e sette.

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