02/08/2007, 00.00
BANGLADESH
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Alluvioni: 54 morti e oltre 5,5 milioni di sfollati

Continua a salire il bilancio delle vittime della stagione monsonica. Il racconto di un missionario del PIME vicino Dhaka: “non abbiamo più cibo e il post-emergenza sarà molto impegnativo”. Numerose famiglie ammassate in misere tende ai margini delle strade asfaltate.
Dhaka (AsiaNews) – E' di 54 vittime e 5,6 milioni di sfollati il bilancio delle alluvioni monsoniche che da oltre10 giorni colpiscono il Bangladesh. Il bilancio ufficiale è stato comunicato oggi da Shafiqul Islam, portavoce del Ministero per la gestione dei disastri. Tra i senza tetto, rende noto il portavoce, “160mila sono stati sistemati in tende provvisorie sulle alture del nord del Paese”.
 
Le zone settentrionali infatti sono state risparmiate dal disastro, mentre i danni maggiori si registrano nei distretti centrali. Il sud, intanto, si prepara ad affrontare il peggio – riferiscono fonti locali – quando tra due o tre giorni le acque affluiranno in abbondanza dall'India e dal centro.
 
“Preoccupazione” nel distretto di Manikgonj
 
P. Arturo Speziale, missionario PIME in Bangladesh,racconta di una “situazione preoccupante” nel distretto di Manikgonj – vicino Dhaka -  nei cui pressi convergono i due grandi fiumi Gange e Brahmaputra. “Il 29 luglio sono andato a celebrare messa nel villaggio più remoto di Jianpur; il piazzale della scuola elementare S. Alberico era già allagato. Ieri un insegnante mi ha detto che l'acqua è arrivata a 30 cm, anche negli edifici più in alto rispetto alle capanne”. In molti non hanno più cibo, per questo un gruppo di volontari della missione il prossimo 4 agosto si recherà nella zona per distribuire viveri ad almeno 120 famiglie e per i due convitti St. Angela Girls' Home e St. Joseph Boys' Home.
 
“I villaggi più colpiti della nostra missione sono Goaria, dove 30 famiglie, per lo più indù, vivevano sugli argini del fiume in capanne - racconta p. Speziale - alcune si sono rifugiate in una scuola vicina a tre piani, altre hanno dovuto piazzare le loro piccole tende ai lati della strada asfaltata. Nel villaggi di Rahatpur ci sono 31 famiglie, anche queste indù, che hanno perso il loro piccolo terreno. Pure le famiglie cristiane vicino a Utholi, centro della missione, a Dhusor ed Aricia sono alluvionate, ma si spera riusciranno a rimanere nelle loro capanne”.
 
Quello che preoccupa di più è come sempre il post-emergenza. “Dopo che le acque recederanno - spiega il missionario - almeno per un mese dovremo provvedere al cibo e curare dissenterie, febbri e reumatismi. Inoltre ci sarà la ricostruzione, la riparazione delle capanne, rimettere la terra asportata dalla corrente, ecc.”.
 
Aiuti internazionali e governativi
 
Il governo provvisorio del Bangladesh ha mobilitato migliaia di militari e civili per i soccorsi, mentre oggi il Dipartimento britannico per lo Sviluppo internazionale ha annunciato l’invio di 2,5 milioni di dollari a Dhaka in medicine, acqua pulita, tende e cibo.
 
Una fitta rete di 230 fiumi percorre il Bangladesh, dove ogni anno almeno un quinto del Paese viene sommerso dalle inondazioni. Tra luglio e agosto del 2004, la stagione monsonica ha fatto oltre 700 morti e allagato il 38% della nazione.
 
Per chi volesse fare una donazione per gli aiuti agli alluvionati in Bangladesh: PIMEdit Onlus, conto corrente postale No.39208202.
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