09/07/2026, 16.43
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A processo Au Kam San, volto pro-democrazia di Macao

Arrestato un anno fa ai sensi della locale legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino sul modello di Hong Kong è accusato di "sovversione". Ex insegnante di scuola primaria era membro dell'Assemblea legislativa fin dai tempi dell'amministrazione portoghese e chiedeva elezioni libere del capo dell'esecutivo, indipendenza della magistratura e trasparenza amministrativa. 

Macao (AsiaNews/Agenzie) – Andrà a processo Au Kam San, l’ex deputato di Macao al centro del primo procedimento giudiziario avviato nell’ex colonia portoghese ai sensi della legge sulla sicurezza nazionale. Una nota diffusa oggi annuncia il 2 luglio un tribunale locale ha concluso l'udienza preliminare nei suoi confronti, stabilendo che esistono elementi sufficienti per rinviarlo a giudizio con accuse che includono la sovversione del potere dello Stato.

Oltre all'accusa di sovversione, Au è sospettato di aver mantenuto contatti con organizzazioni, gruppi o individui al di fuori di Macao con l'obiettivo di compiere attività ritenute lesive della sicurezza nazionale cinese. Tra i capi d'imputazione figura anche la violazione del segreto.

Nato nel 1955, Au ha lavorato come insegnante di scuola primaria prima di intraprendere la carriera politica. Venne eletto per la prima volta all’Assemblea Legislativa di Macao nel 1993, quando il territorio era ancora sotto amministrazione portoghese, e ha mantenuto il seggio anche dopo il passaggio di sovranità alla Cina nel 1999. È rimasto parlamentare fino al 2021, diventando uno dei deputati più longevi dell'assemblea.

Nel corso della sua attività politica ha fatto parte dell'Associazione per la Promozione della Democrazia di Macao, uno dei pochi gruppi apertamente favorevoli a riforme democratiche nel territorio. Ha sostenuto: l'introduzione del suffragio universale per l'elezione del capo dell'esecutivo e dell'Assemblea legislativa. una maggiore indipendenza della magistratura, la tutela della libertà di stampa e di espressione, misure più incisive contro la corruzione e a favore della trasparenza amministrativa.

Negli ultimi anni aveva denunciato il progressivo restringimento degli spazi di partecipazione politica. Proprio per questo nel 2021 aveva deciso di non ricandidarsi alle elezioni legislative, svoltesi in un contesto caratterizzato dall'esclusione di numerosi candidati dell'opposizione sulla base di criteri legati alla "fedeltà" alla Regione amministrativa speciale voluta da Pechino.

Il suo arresto, avvenuto nel luglio 2025, ha segnato una svolta nella storia giudiziaria dell'ex colonia portoghese: è stato infatti il primo caso di applicazione della legge sulla sicurezza nazionale contro un esponente politico. Le autorità lo accusano di aver intrattenuto rapporti con organizzazioni straniere che avrebbero messo in pericolo la sicurezza della Cina. Da allora le informazioni ufficiali sul suo procedimento sono state estremamente limitate.

Il caso ha suscitato critiche sul piano internazionale: in occasione del suo arresto l'Unione europea aveva espresso una ferma condanna, sostenendo che esso alimenta le preoccupazioni per la progressiva riduzione del pluralismo politico a Macao, territorio che, pur godendo formalmente di un elevato grado di autonomia, ha visto negli ultimi anni un crescente allineamento alle politiche di sicurezza promosse da Pechino, sulla scia di quanto accaduto a Hong Kong.

Nel maggio 2023 il governo di Macao ha ampliato la portata delle norme esistenti, sostenendo che le modifiche erano necessarie per prevenire interferenze straniere negli affari interni del territorio. Più recentemente, nel marzo 2026, è stata approvata un'ulteriore riforma che attribuisce ai giudici il potere di decidere se celebrare i processi per sicurezza nazionale a porte chiuse. La nuova normativa prevede inoltre che gli avvocati della difesa debbano ottenere una speciale autorizzazione prima di poter assistere imputati coinvolti in questo tipo di procedimenti.

Secondo avvocati e organizzazioni per i diritti umani, queste nuove disposizioni rischiano di limitare le garanzie processuali e di estendere i vincoli imposti dalla normativa sulla sicurezza nazionale ben oltre i casi più sensibili. Il processo ad Au Kam San rappresenterà quindi un importante banco di prova per valutare l'impatto delle nuove leggi sul sistema giudiziario e sulle libertà civili di Macao.

Foto: Wikipedia / Sdee

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