Arcidiocesi di Mumbai condanna sedicente 'Chiesa' che crea confusione tra i fedeli
In una lettera pastorale l'arcivescovo John Rodrigues chiarisce che la "Chiesa Cattolica Ecumenica di Cristo" non è in comunione con il papa e non ha nulla a che fare con la Chiesa cattolica locale. Promossa da un ex sacerdote sposato, ha indetto per il 5 giugno una "grande protesta" contro le ingiustizie verso i cristiani. Ma non è dividere la comunità confondendo le persone la strada per combattere le discriminazioni.
Mumbai (AsiaNews) – A fronte della crescente confusione provocata da post sui social media e notizie riguardanti un organismo che si definisce Chiesa Cattolica Ecumenica di Cristo dell’India, l’arcidiocesi di Mumbai ha diffuso una lettera pastorale che chiarisce che tale organizzazione non fa parte della Chiesa cattolica guidata da papa Leone XIV.
Il chiarimento arriva sullo sfondo di una campagna della Chiesa Cattolica Ecumenica di Cristo che sta promuovendo una grande protesta programmata presso Azad Maidan per il 5 giugno. I manifesti che circolano online mostrano il sedicente vescovo Donald Rodrigues e invitano i membri della comunità cristiana a partecipare a una manifestazione contro le “ingiustizie e atrocità commesse nei confronti della comunità cristiana”. Il materiale pubblicitario invita a unirsi in difesa dei diritti costituzionali e della libertà religiosa, citando l’articolo 25 della Costituzione indiana.
Donald Rodrigues è un ex prete diocesano ordinato nel 2005 che - dopo aver chiesto all’allora arcivescovo, il card. Oswald Gracias, di essere dispensato dai doveri sacerdotali – si è sposato ed è entrato a far parte di questo gruppo che si definisce Chiesa Cattolica Ecumenica di Cristo. Recentemente anche un ex-seminarista dell’arcidiocesi di Mumbai è stato ordinato illecitamente prima diacono e poi presbitero in questa sedicente Chiesa (nella foto).
In una lettera pastorale datata 25 maggio l’arcivescovo di Mumbai John Rodrigues dichiara categoricamente che il gruppo, nonostante utilizzi il termine “cattolico” nel proprio nome, non è in piena comunione con la Chiesa cattolica romana e non ricade sotto l’autorità ecclesiastica del papa. L’arcidiocesi mette inoltre in guardia i cattolici dal partecipare a celebrazioni liturgiche o dal ricevere sacramenti presso comunità che non sono in piena comunione con la Chiesa cattolica, avvertendo che tale partecipazione sarebbe contraria alle norme della Chiesa.
Pur osservando che la Chiesa cattolica riconosce la validità di alcuni sacramenti amministrati da determinate chiese non cattoliche, l’arcivescovo ha sottolineato che tale riconoscimento non equivale alla comunione ecclesiastica né costituisce un permesso per una partecipazione ordinaria alla loro vita sacramentale. L’arcivescovo ha esortato i fedeli a rimanere saldamente radicati negli insegnamenti, nella vita sacramentale e nel governo della Chiesa cattolica, specialmente “in un’epoca di confusione e disinformazione”.
Ai cattolici che nutrono dubbi riguardo allo status dell’organizzazione o alle sue attività è stato consigliato di chiedere orientamento ai propri parroci o di contattare la Cancelleria presso la Casa arcivescovile.
Melwyn Fernandes, segretario dell’Association of Concerned Christians, ha dichiarato: “Sosteniamo pienamente la lettera pastorale emessa dall’arcivescovo John Rodrigues e riaffermiamo la nostra fedeltà alla Chiesa cattolica sotto la guida di Leone XIV. In un momento in cui la disinformazione e la confusione stanno creando divisioni, è fondamentale che i fedeli rimangano uniti nella fede, nei sacramenti e nella piena comunione con la Chiesa”.
“Pur condannando fermamente ogni episodio di discriminazione e di atrocità contro i cristiani - ha aggiunto - riteniamo che le sole proteste di piazza e le marce non possano risolvere queste sfide. La strada da seguire risiede nell’unità, nell’azione legale e democratica, nella preghiera e in un dialogo costruttivo che rafforzi la comunità cristiana invece di dividerla”.
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