30/11/2009, 00.00
TIBET – CINA – UE
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Attivisti tibetani all’Europa: non scordate i diritti umani

Secondo le organizzazioni non governative, nel corso del summit bilaterale in corso a Nanchino Bruxelles deve usare il suo peso economico per chiedere più rispetto dei diritti umani in Cina. Per Free Tibet, “ai Ventisette serve una nuova politica estera”.

 Dharamsala (AsiaNews) – L’Unione europea “non sta usando con il giusto peso il suo status di maggior partner commerciale della Cina. Potrebbe fare pressione su Pechino per ottenere un miglioramento nel campo dei diritti umani, ma non lo fa. Ora serve con urgenza una nuova politica estera, che sia concertata con tutti gli Stati membri”.

 È l’opinione dell’Organizzazione non governativa Free Tibet, che in occasione del summit fra Cina e Ue riporta l’attenzione sulla situazione della regione settentrionale. Anche Human Rights Watch si allinea, e chiede che Bruxelles “dia un seguito alle sue numerose dichiarazioni, secondo cui i diritti umani sono al primo posto della loro attività diplomatica”.

 Secondo il comunicato di Free Tibet, “la recente nomina di un presidente e di un ministro degli Esteri europeo forniscono l’opportunità temporale per un radicale ripensamento della strategia europea sulla Cina. Noi pensiamo che sia arrivato il momento per una posizione condivisa sulla situazione del Tibet, che deve essere un argomento all’interno delle relazioni fra i due organismi”.

 Fino ad oggi, infatti, “l’Unione europea si è mostrata riluttante nel prendere una posizione forte, pubblica e concertata sulle violazioni che avvengono nella regione. Dopo l’ultimo incontro bilaterale è stato pubblicato un comunicato congiunto fra Pechino e Bruxelles che però non nominava mai i diritti umani. La stessa cosa è avvenuta, almeno fino ad ora, per quanto riguarda il summit in corso”.

 I Ventisette, per dimostrare di avere veramente a cuore la situazione del Tibet, “dovrebbero nominare un Rappresentante speciale europeo per il Tibet, responsabile del coordinamento delle politiche nazionali, e lavorare per riaprire il dialogo fra Pechino e i rappresentanti del popolo tibetano”.

Ancora più dura Sophie Richardson, che guida la sezione Asia di Hrw: “L’Ue dice sempre che i diritti umani sono la priorità nella relazione con la Cina, ma con gli anni il tema è stato sempre meno trattato. È colpa di Bruxelles se la Cina ha ancora il tempo e la possibilità di commettere tante violazioni nei confronti dei propri cittadini”.

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