24/01/2015, 00.00
COREA DEL SUD
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Ausiliare di Seoul: giovani, base della fede. Ma non esagerate con l’attivismo

L’incontro annuale per la pastorale giovanile della capitale sudcoreana è stato diretto quest’anno da mons. Pietro Chung Soon-taek. Durante l’incontro, in forma di domande e risposte, il presule invita i giovani cattolici a dare più spazio alla riflessione e alla preghiera: “Solo così crescerete saldi nell’amore di Dio”.

Seoul (AsiaNews) - La fede cristiana "si basa sull'apporto dei giovani, che tuttavia devono stare attenti a non cadere in una trappola comune: quella dell'attivismo. Dovete riflettere sul nostro credo e non lasciarvi risucchiare soltanto dalle attività, per quanto buone queste siano. Solo così crescerete saldi nell'amore di Dio". Lo ha detto mons. Pietro Chung Soon-taek, vescovo ausiliare di Seoul, ai circa 100 giovani riuniti presso il Centro Donggyodong per il corso annuale di aggiornamento della pastorale giovanile. 

Il programma, organizzato dal Dipartimento per i giovani dell'arcidiocesi capitolina, mira a formare i giovani cattolici e ad aiutarli a contribuire al meglio alla vita delle loro parrocchie. Si confrontano strategie e collaborazioni con i parroci e nuovi strumenti di evangelizzazione. Il tema di quest'anno era "Soffrirete, ma il vostro dolore si trasformerà in gioia". Per la prima volta, un vescovo ha diretto l'incontro. 

Ai ragazzi, mons. Chung ha voluto subito chiarire "uno squilibrio di pensiero. I veri protagonisti della pastorale giovanile non sono i sacerdoti incaricati, ma voi ragazzi. Dovete quindi prendervi il carico di approfondire al meglio la vostra fede, in modo da servire al meglio la vostra comunità. Dobbiamo stare attenti a non indulgere troppo nell'attivismo a discapito della pratica religiosa e della riflessione". 

Durante il dibattito, in forma di domande e risposte, il presule ha chiarito anche un aspetto molto importante per i giovani coreani: come trovare un compagno per la vita. "Non basta - ha detto ridendo - pregare per uno sposo o una sposa. Ma soprattutto non dobbiamo giudicare un'altra persona soltanto attraverso gli standard comuni come l'aspetto fisico, la carriera o il salario. Dobbiamo guardare gli altri attraverso gli occhi di Dio e continuare a pregare: il Signore vi condurrà la persona giusta". 

 

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