05/03/2007, 00.00
IRAN
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Banconote “nucleari” per far fronte alla crescente inflazione

di Dairush Mirzai
Il 12 marzo sarà emesso un “taglio” da 50mila rial con il logo nucleare. Servirà per la propaganda, ma, in un Paese dove ancora non sono ammesse carte di credito, soprattutto per evitare di dover andare al mercato con una valigia di denaro.

Teheran (AsiaNews) – Se ne parlerà soprattutto per l’immagine – il logo nucleare – ma la banconota iraniana di prossima emissione, in realtà, servirà in primo luogo a mascherare la crescente inflazione.

Il sistema bancario iraniano, sottosviluppato, soffre per le sanzioni imposte dalle autorità finanziarie statunitense a tutte le banche che vogliono trattare simultaneamente con gli USA e con l’Iran – perciò, la Repubblica islamica si trova in una fase di transizione dal dollaro all’euro. Ma forse i problemi più gravi sono interni all’Iran: economia mal governata e controllata in gran parte dal regime, corruzione e speculazione trionfanti, inflazione cronica.

Oggi, un euro vale più di 12mila rial (gli iraniani preferiscono di parlare di  1.200 toman) e la banconota la più grande è di 20mila rial. Il 12 marzo uscirà in Iran delle nuove banconote, di 50mila rial, un modo per le autorità di tener conto dell’inflazione e di far propaganda sul nucleare. Su una faccia delle banconote, infatti, sarà rappresentato il logo nucleare contemporaneo, con una citazione in calligrafia attribuita a Maometto (hadith): “Se la scienza fosse appesa alle Pleiadi, uomini di Persia l’acchiapperebbero”. Infatti, se questo hadith è accettato dai musulmani sciiti come dai sunniti (e pure dai Bahai, che ne fanno uso a proposito del loro profeta l’iraniano Baha’ullah), l’interpretazione usuale parla non di “scienza”… ma di fede o di religione! Non importa: il popolo capirà che il talento eccezionale dei “uomini di Persia” è stato riconosciuto già da Maometto. Come lo dichiarava l’ayatollah Meshkini, il diritto alla tecnologia nucleare è per l’Iran un diritto “inalienabile, naturale, divino”.

Sull’altra faccia delle banconote, ci sarà, come sempre e come dappertutto, il ritratto dell’ayatollah Khomeini ben noto dalla popolazione, che per far spesa ha bisogno di molti “Khomeini verdi” o “blu” (banconote da 10mila o di 20mila rial). Carte di credito non ce ne sono: l’unica altra possibilità, per non riempire una valigetta di banconote, è di usare gli “aasegni” emessi da alcune banche iraniane (da mezzo milione fino a 10 milioni di rial). La banconota “nucleare” aiuterà un po’ il quotidiano degli Iraniani, ma appena. L’inflazione continua, al ritmo di circa il 30% l’anno (13% ufficialmente).

Ma la nuova emissione “non dipende dal deprezzamento della valuta iraniana”, dichiara Jalal Jalilian, un responsabile della Banca centrale iraniana. Allora, solo politica? Già nel febbraio 2004, quando è stata introdotta la banconota di 20mila rial, il legame con l’inflazione è stato occultato. Il regime iraniano ed in particolare il governo Ahmadinejad, criticati dappertutto per l’incapacità di gestire l’economia e le finanze del Paese, rimangono maestri nelle operazioni di propaganda. La banconota “nucleare” dovrebbe sigillare la posizione iraniana di fronte al resto del mondo. Tattica efficace, ma pericolosa, se – o quando – si tratterà di fare dei passi indietro…

 

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